Cronaca / Merate e Casatese
Giovedì 29 Gennaio 2026
Perde alle slot e finge di essere stato rapinato: condannato per simulazione di reato
Un uomo di Merate è stato condannato a un anno e otto mesi. Aveva denunciato una rapina per nascondere la sua dipendenza dal gioco e i prelievi fatti.
Merate
Nel suo racconto, fornito nell’agosto 2023 ai carabinieri di Merate, si parlava di un’auto che lo aveva inseguito, e dalla quale erano scesi due uomini che lo avevano tirato giù a forza dal veicolo, preso a schiaffi, e costretto a consegnare loro il bancomat, dopo essersi fatti dare il numero del codice segreto. Ma erano tutte invenzioni di un uomo, malato di ludopatia, che in quel pomeriggio estivo si era giocato (perdendo) centinaia di euro alle slot machine del bowling di Merate. Inventarsi quella storia, però, gli è costato una condanna a un anno e otto mesi con l’accusa di simulazione di reato; sentenza pronunciata dal giudice Paolo Salvatore, che ha stabilito anche il beneficio della sospensione della pena, e la non menzione della condanna nel casellario.
All’epoca del fatto, l’uomo aveva riferito alla compagna (alla quale aveva detto di bloccare la carta), e poi ai carabinieri di essere stato aggredito lungo la strada tra Osnago e Lomagna, dopo aver provato inutilmente a seminare i fantomatici malviventi in una strada secondaria nella zona industriale. La sua versione, però, non aveva convinto i carabinieri. Dal conto corrente della compagna, intestataria del presunto bancomat rubato, erano in effetti stati effettuati dei prelievi. Uno da 40 euro allo sportello della Intesa di Cernusco e ben sei da 50 euro allo sportello collocato all’interno del bowling di Merate. Le telecamere dell’istituto di credito e dell’apparecchio della sala gioco avevano ripreso in video l’uomo mentre prendeva il contante, mettendo definitivamente a nudo le bugie raccontate ai militari. Per questo era scattata la denuncia nei suoi confronti con l’accusa di simulazione di reato, prevista nel codice penale, che condanna con la pena da uno a tre anni chi, con denuncia, querela, o simulando tracce, afferma falsamente l’avvenuto reato.
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