Cronaca / Merate e Casatese
Giovedì 12 Marzo 2026
Sassi contro le auto, i genitori dei tredicenni erano in moschea a pregare
Tredicenni sorpresi mentre prendevano di mira le auto. Le famiglie di origine nordafricana potrebbero dover risarcire i danni.
Gli adulti a pregare. Loro, poco più che bambini, a tirare pietre sulle automobili di passaggio. Emergono altri aspetti della vicenda relativa ai tre tredicenni di Monticello Brianza e Missaglia, sorpresi dai carabinieri di Arcore, nel monzese, mentre gettavano sassi da un ponte ferroviario sulle macchine in transito nel comune di Usmate Velate, e segnalati alla procura dei minori, anche se, non avendo ancora compiuto i 14 anni, per la legge non sono imputabili. Al momento dell’intervento dei carabinieri di Arcore, avvenuto il 3 marzo, due di loro sono stati fermati immediatamente. Il terzo ragazzino, invece, è stato individuato poco distante dai suoi compagni, nelle vicinanze della sede de «Il Futuro», un’associazione che accoglie i fedeli musulmani che arrivano dalle province di Monza e Lecco per riunirsi e pregare, in particolar modo nelle giornate delle settimane scorse dedicate al Ramadan, il mese del digiuno, fondamentale nel calendario islamico.
Stando ai particolari emersi da ambienti investigativi, infatti, i ragazzini, tutti nati in Italia da famiglie di origine nordafricana, lavoratori in regola e ben integrati nel territorio, approfittavano delle riunioni dei genitori presso il capannone adibito a luogo di preghiera, per allontanarsi e dare vita a un folle quanto potenzialmente mortale «gioco»: gettare pietre, prese dalla ferrovia, sulle vetture in movimento in via San Giovanni Bosco, una strada secondaria del comune brianzolo, probabilmente solo per la ricerca di qualche “brivido”. I ragazzini, non essendo appunto imputabili per via dell’età, se la caveranno probabilmente con i rimproveri delle famiglie, ma ai loro genitori potrebbero derivare guai, per le richieste di risarcimento dei danni. Una delle automobili colpite, guidata da una donna brianzola, si è ritrovata il parabrezza sfondato.
Nei giorni precedenti al 3 marzo, la data in cui i minorenni sono stati scoperti, si erano verificati almeno tre episodi distinti di lancio di sassi, avvenuti sempre agli stessi orari, tra le 20 e le 20.30. In uno di questi, appunto, un’automobilista ha avuto il parabrezza infranto, ma fortunatamente le conseguenze si sono limitate a questo. Altri hanno avuto la carrozzeria scheggiata, altri ancora si sono allontanati senza essere colpiti, e probabilmente senza nemmeno essersi accorti di quanto accadeva sopra le loro teste. E, proprio durante un controllo effettuato ai primi di marzo, hanno sorpreso i tre giovani nella una zona boschiva adiacente alla linea ferroviaria e prossima alla strada, dopo aver lanciato un sasso in direzione di un’automobile in transito, il cui conducente ha proseguito la marcia senza fermarsi. Due di loro avevano ancora i sassi in mano, il terzo appunto aveva quasi raggiunto i familiari.
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