Referendum a Colico: le ragioni del “no”
Grande partecipazione a Colico per l’incontro sul referendum provinciale promosso dal comitato “Colico resta a Lecco”. Si confrontano amministratori ed esperti sui rischi di un cambio di provincia e sull’importanza di una scelta consapevole da parte dei cittadini
Lettura 1 min.Colico
Grande partecipazione all’Auditorium Michele Ghisla di Colico per la serata informativa promossa dal comitato “Colico resta a Lecco”, in vista del referendum del 24 e 25 maggio sul possibile passaggio del comune dalla Provincia di Lecco a quella di Sondrio.
Un incontro molto partecipato che ha visto amministratori, tecnici, imprenditori ed esperti confrontarsi sulle possibili conseguenze della scelta, tra economia, servizi pubblici e prospettive per il futuro del territorio.
Al centro del dibattito, il messaggio condiviso dagli organizzatori è stato quello della necessità di una scelta consapevole da parte dei cittadini, con particolare attenzione anche al tema del quorum, fissato al 50% più uno degli aventi diritto al voto.
A introdurre la serata è stata Silvia Paroli, coordinatrice del comitato e consigliera comunale di “Più Comunità”, che ha invitato la cittadinanza a informarsi in modo approfondito prima di esprimere il proprio voto. Nel corso degli interventi si è discusso diffusamente delle ricadute che un eventuale cambio di provincia potrebbe avere su settori chiave come turismo, scuola, trasporti, servizi pubblici, società partecipate e sviluppo economico.
I relatori hanno evidenziato, in particolare, il rischio di una riorganizzazione complessa dei servizi e di un possibile indebolimento delle attuali relazioni istituzionali ed economiche. Tra gli interventi più critici verso l’ipotesi di passaggio alla Provincia di Sondrio, quello di Luciano Bettiga, ex presidente della Provincia di Como, che ha definito la proposta «un salto nel buio», sottolineando la mancanza di studi socio-economici approfonditi a supporto della scelta. Secondo Bettiga, la naturale traiettoria di sviluppo di Colico resterebbe legata all’asse Lecco–Milano, soprattutto in termini di trasporti ed economia.
Ampio spazio anche all’intervento di Antonio Pasquini, consigliere della Provincia di Lecco con deleghe a istruzione, formazione professionale, centri per l’impiego e protezione civile. Pasquini ha rimarcato il carattere «territoriale» del referendum, sostenendo come il tema vada oltre le appartenenze politiche e riguardi direttamente lo sviluppo futuro dell’area. Nel suo intervento, il consigliere ha illustrato il ruolo della Provincia di Lecco nella gestione e nel coordinamento dei servizi ai comuni, dalla formazione professionale ai concorsi pubblici, fino alla protezione civile e alle politiche sociali. Ha inoltre sottolineato gli investimenti effettuati sul territorio, in particolare sul sistema scolastico e sull’istituto “Marco Polo”, e il lavoro di rete tra i comuni per garantire servizi efficienti. Pasquini ha anche richiamato l’attenzione sull’interpretazione dei dati nel dibattito pubblico, invitando a considerarli sempre nel loro contesto.
Tra gli argomenti portati, anche i numeri legati al turismo e alla ricettività, che evidenzierebbero – secondo la sua lettura – la forte integrazione di Colico con il sistema economico lecchese. Non sono mancate infine riflessioni sulla qualità della vita e sulle opportunità per i giovani, legate al sistema produttivo e formativo della provincia.
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