Referendum a Colico: le ragioni del “sì”

Il Comitato per il Sì illustra ha illustrato in un incontro pubblico i benefici del passaggio di Colico a Sondrio: più fondi, investimenti in scuola e servizi, e un ruolo politico rafforzato

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Colico

Sala gremita all’auditorium Michele Ghisla di Colico per il secondo incontro pubblico dedicato al referendum del 24 e 25 maggio sul possibile passaggio del Comune di Colico dalla Provincia di Lecco a quella di Sondrio. Dopo la serata della scorsa settimana riservata alle ragioni del No, questa volta il focus è stato sulle motivazioni del Sì.

Ad aprire l’incontro è stato Stefano Fontanive, portavoce del comitato per il Sì “Il Bitto sposerà l’Agone”, che ha voluto innanzitutto rispondere ai timori emersi nelle ultime settimane. «Ci hanno detto che lasciare la Provincia di Lecco significherebbe perdere benefici economici e rapporti costruiti negli anni, ma la gran parte di quei vantaggi non dipende dal confine provinciale, bensì da accordi, convenzioni e relazioni tra persone e imprese che resteranno».

Fontanive ha affrontato anche il tema dell’identità territoriale: «Noi siamo e saremo sempre laghee. Il Lago di Como resterà il Lago di Como. Non diventerà il Lago di Sondrio». Nel corso dell’intervento il comitato ha poi illustrato quelli che considera i principali vantaggi dell’ingresso in Provincia di Sondrio: maggiori risorse economiche, investimenti su scuola e servizi, agevolazioni per famiglie e studenti e un maggiore peso politico per Colico all’interno del nuovo contesto amministrativo. Tra gli esempi citati, i fondi derivanti dai canoni idroelettrici e dall’accordo quadro di sviluppo territoriale, dai quali arrivano 75 milioni di euro contro meno di due milioni della Provincia di Lecco.

Sul palco, insieme a Fontanive, sono intervenuti il sindaco di Chiavenna e presidente del Bim dell’Adda, Luca Della Bitta, il sindaco di Morbegno Patrizio Del Nero, il presidente del consorzio turistico Bellagio Lake Como, Carlo Sancassano. Della Bitta ha illustrato il funzionamento delle istituzioni valtellinesi. «La Provincia di Sondrio è una realtà speciale, perché dispone di competenze e risorse economiche particolari legate soprattutto alla produzione idroelettrica. Questi fondi negli anni hanno permesso di finanziare opere pubbliche, servizi sociali, sostegno ai Comuni e investimenti sul territorio». Secondo Della Bitta, l’eventuale ingresso di Colico rappresenterebbe un vantaggio reciproco. «Ci sono temi strategici che uniscono Colico, la Valchiavenna e la Valtellina: dalla superstrada 36 alla ferrovia, fino al turismo. Su queste partite contano le alleanze territoriali e amministrative».

È intervenuto poi anche il sindaco di Morbegno, Patrizio Del Nero, che ha evidenziato le possibili ricadute economiche e territoriali di un eventuale matrimonio bitto e agone. «Colico rappresenta una realtà rilevante dal punto di vista turistico ed economico, così come la Bassa Valtellina e la Valchiavenna e insieme queste aree possono creare un importante valore aggiunto». Del Nero ha poi richiamato l’attenzione sul sistema produttivo del territorio, sottolineando il ruolo strategico delle aree industriali di Morbegno, Gordona e Colico-Piantedo. «Messe insieme costituiscono un polo d’eccellenza dal punto di vista dell’innovazione e della competitività».

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