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Mercoledì 18 Marzo 2026
Sondrio, il Comune studia una strategia per l’emergenza casa
L’obiettivo è rispondere ai bisogni di famiglie, giovani coppie e anziani. Si valutano nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato sociale
Sondrio
Più alloggi, nuovi progetti e una strategia integrata per il futuro con anche l’ipotesi di un’agenzia per l’abitare o comunque nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato sociale.
Tema della casa al centro dell’attenzione del Comune di Sondrio e dell’Ufficio di piano. Lunedì sera la Commissione servizi sociali ha affrontato la questione a partire dal documento illustrato dal dirigente Luca Verri, a partire dalla realtà che mostra da un lato centinaia di abitazioni vuote, dall’altro un numero crescente di famiglie che faticano a trovare un alloggio dignitoso.
Anche perché per anni in Italia, le politiche abitative e quelle sociali hanno seguito percorsi separati dando vita a un sistema che fatica a rispondere ai bisogni attuali, perché se un tempo l’emergenza abitativa riguardava soprattutto le fasce più fragili, oggi coinvolge anche lavoratori, giovani coppie, genitori separati, anziani e persone con disabilità.
I numeri confermano la tendenza. Nell’ambito territoriale di Sondrio - 22 Comuni e circa 54mila abitanti - il patrimonio di edilizia residenziale pubblica conta quasi mille alloggi. Una gran parte però risulta inutilizzata: nel solo capoluogo, su oltre 800 alloggi disponibili, più di un centinaio non è occupato. Allo stesso tempo cresce la pressione sociale con l’aumento delle richieste di posti per l’accoglienza dei senza fissa dimora e di contributo per l’affitto in alloggi privati. Nel 2024 le domande presentate per quest’ultima misura sono state 264 e solo 120 finanziate in base alle risorse disponibili. L’Isee medio dei richiedenti era di 6.700 euro e quello delle famiglie che hanno ottenuto un contributo di 2.900 euro.
Le case però non mancano. Secondo gli ultimi dati Istat la provincia di Sondrio registra una delle percentuali più alte di abitazioni non occupate in Italia, con punte che in alcuni Comuni superano il 70%. E non si tratta solo dei centri turistici. Alla base del fenomeno lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione, l’abbandono dei nuclei storici e la presenza di immobili costruiti per famiglie che nel tempo si sono trasferite altrove.
Di fronte a questo scenario, il Comune di Sondrio ha deciso di puntare su una strategia che mette insieme politiche sociali e abitative con l’obiettivo di costruire una vera e propria «filiera dell’abitare», capace di rispondere a bisogni diversi: dall’emergenza estrema all’housing temporaneo, fino agli alloggi a canone moderato. Tra i progetti già avviati rientrano gli interventi finanziati dal Pnrr e le azioni di rigenerazione urbana che porteranno alla realizzazione di nuovi servizi e appartamenti a canone moderato, a cui si aggiunge il più ampio progetto di riqualificazione dell’area dell’ex ospedale psichiatrico, destinato a diventare un nuovo quartiere con servizi, cohousing e soluzioni abitative inclusive.
Accanto a ciò, l’amministrazione ha deciso di rafforzare anche la capacità di analisi e programmazione. Per questo è stato affidato un incarico alla società KCity per accompagnare l’aggiornamento della strategia abitativa. Il lavoro servirà a costruire un quadro aggiornato con particolare attenzione ai nuovi bisogni e alle nuove forme di offerta. Parallelamente, il percorso vuole definire un quadro strategico più mirato, approfondendo le esigenze specifiche del territorio e individuando indirizzi operativi, soprattutto in relazione alla tenuta, allo sviluppo e alla gestione dei nuovi segmenti di offerta abitativa. Il tutto per arrivare a individuare soluzioni concrete per l’ambito territoriale, valorizzando le possibili connessioni e sinergie con gli altri territori della provincia. Uno dei nodi principali sarà la gestione del patrimonio abitativo. Tra le ipotesi c’è la creazione di un’agenzia per l’abitare o nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato sociale.
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