Con il
senso
del
ritmo
si nasce
ma non con quello della
melodia
, che invece viene
appresa crescendo
. E' quanto emerge da uno studio dell'Istituto Italiano di Tecnologia
pubblicato
sulla rivista Plos Biology. In pratica i
neonati
hanno la
capacità
di
prevedere
la
durata delle note e delle pause
(suoni e silenzi) ma
non
la
sequenza musicale
.
Per studiarne le attitudini i ricercatori hanno suonato le
composizioni per pianoforte di Bach
a un pubblico di 49 neonati addormentati, grazie alla collaborazione con il Research Center for Natural Sciences e l’Ospedale Szent Imre a Budapest, in Ungheria. I brani musicali includevano
dieci melodie originali e quattro canzoni mescolate
con melodie e
tonalità confuse
. Mentre i neonati ascoltavano la musica, sono state
misurate
le loro
reazioni
grazie a un'analisi non invasiva come
l'elettroencefalografia
che ne ha monitorato le onde cerebrali.
"I neonati tendevano a mostrare
segnali neurali di sorpresa
quando il
ritmo cambiava inaspettatamente
", osserva la prima autrice della ricerca Roberta Bianco, oggi professoressa associata all’Università di Pisa e ricercatrice affiliata all’Iit. La ricerca è stata coordinata da Giacomo Novembre, responsabile dell’Unità di ricerca Neuroscience of Perception and Action al Center for Life Nano- & Neuro-Science dell’Iit a Roma. Lo studio nasce da
progetti di ricerca finanziati dall’European Research Council
a Giacomo Novembre e dal programma Marie Skłodowska-Curie Actions a Roberta Bianco.
"I
neonati
arrivano al mondo già
sintonizzati sul ritmo.
La nostra ultima ricerca - dicono gli autori dello studio - mostra che persino i nostri minuscoli ascoltatori di appena
due giorni di vita
sono
in grado di anticipare schemi ritmici,
rivelando che alcuni elementi chiave della percezione musicale sono innati. Ma c’è un colpo di scena:
le aspettative melodiche
, ossia la nostra
capacità di prevedere il fluire di una melodia
,
sembrano non
essere ancora
presenti"
Questo, proseguono i ricercatori, "suggerisce che la melodia non è innata, ma viene appresa gradualmente attraverso l’esposizione. In altre parole, il ritmo potrebbe far parte del nostro corredo biologico, mentre la melodia è qualcosa in cui cresciamo col tempo".
Comprendere come gli esseri umani acquisiscano consapevolezza del ritmo , concludono i ricercatori, può
aiutare a comprendere lo sviluppo del nostro sistema uditivo
. Studi futuri potranno, invece, indagare in che modo l'esposizione alla musica durante la gestazione influenzi l'acquisizione del ritmo e della melodia.
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