Lavori in corso in Regione Lombardia in merito alla rigenerazione urbana, lo ha spiegato al Meeting di Rimini l’assessore regionale Paolo Franco con delega alla casa e housing sociale: «Il ragionamento in base al quale si sta operando sul tema della rigenerazione urbana è stato quello di declinare un piano sui futuri demografici della regione, paese per paese, città per città, in collaborazione con l’università Bocconi».
Sono state introdotte risorse, ma anche cambiamenti ordinamentali, regionali e legislativi, partendo da tre aspetti fondamentali. La prima considerazione è che il patrimonio immobiliare regionale è vetusto, energivoro, non sempre a norma per quanto riguarda il rischio sismico.
Edilizia pubblica e welfare
«Di conseguenza – osserva l’assessore Paolo Franco - quasi il 10% del nostro patrimonio è sfitto perché le risorse sono quelle che sono. Secondo aspetto da cui siamo partiti: gli inquilini. Oltre il 40%, anche in Regione Lombardia, non è in grado di pagare non solo l’affitto, ma anche le spese. Terzo aspetto: negli ultimi 50 anni l’edilizia residenziale pubblica, da strumento per i lavoratori, si è trasformata in strumento di welfare di fronte a tutte le necessità sociali, venendo meno al proprio statuto, che è invece più consono a quello dei comuni».
Partendo da queste tre situazioni, è stato messo a disposizione 1 miliardo e mezzo di euro su cinque assi fondamentali: il primo è garantire la sostenibilità del sistema, il secondo è assicurare welfare abitativo per chi non è in grado di essere autonomo, in questo modo si sono sostenute da un punto di vista economico le Aler. Terzo asse: cura del patrimonio, con oltre 760 milioni di euro erogati perché, in attesa che le diverse strutture siano in grado di automantenersi, almeno siano meno energivoro e più efficienti. Si aggiunge la rigenerazione urbana, perché ci sono realtà che ne hanno necessità e non solo a Milano e non solo pensando agli edifici ma anche alle relazioni e agli aspetti sociali. E infine, l’housing sociale.
Alloggi sfitti e cura del patrimonio
«È stata un’iniziativa, dopo tantissimi anni, che ha due visioni: quella della “lancetta dei minuti” e quella “delle ore” - spiega Paolo Franco - la cura del patrimonio ha portato a una riduzione del 30% degli sfitti, calcolando che ogni anno il sistema ne genera altri, quindi è un 60% iniziale. E soprattutto, anche il raddoppio delle assegnazioni.
Il tema essenziale è recuperare, con l’ordinamentale, il mix abitativo. Non dimentichiamo che l’edilizia residenziale pubblica regionale nasce per i lavoratori. Quindi non è per gli indigenti. Questo è un tema fondamentale che va affrontato. Evidentemente non si butta fuori nessuno, però nello stesso tempo abbiamo ridotto quasi del 15% le nuove assegnazioni a fasce Ise da 10-16 mila euro, che non sono indigenti, ma sono quelli che hanno bisogno della casa quando vengono a lavorare, sia in realtà di provincia come nella città metropolitana».
Oggi i primi risultati si incominciano a vedere. «Sappiamo benissimo che non abbiamo risolto il problema, né è risolvibile dopo anni in cui non si è investito. Sicuramente servono le risorse e serve la capacità – conclude l’assessore regionale Franco - ci stiamo provando, i primi risultati stanno arrivando e c’è un tema fondamentale: fino a che punto l’edilizia pubblica regionale deve assorbire l’emergenza sociale nel suo complesso e in tutte le sue forme?».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
