Livigno, le gare in casa da neo papà: Bormolini pronto a stupire

Snowboard alpino La vera Vittoria di Maurizio è già arrivata: è sua figlia. Grande attesa per domenica: il campione punta a raggiungere la medaglia

Livigno

Oltre le emozioni olimpiche. È difficile immaginare che un atleta alla sua prima Olimpiade possa provare sensazioni ancora più intense di quelle che accompagnano l’ingresso nel cancelletto di partenza.

Eppure Maurizio Bormolini, campione livignasco dello snowboard alpino, è riuscito ad andare oltre anche a questo. Il portacolori azzurro ha infatti vissuto, a ridosso dei Giochi, l’emozione più grande della sua vita: diventare papà. Nel primo pomeriggio di lunedì 2 febbraio, la compagna Alice, da sempre la sua prima tifosa, ha dato alla luce la piccola Vittoria. Un nome che suona come una promessa, intrecciando emozioni private e ambizioni sportive.

Il compleanno

Per Bormolini, che compirà 32 anni il prossimo 24 febbraio, cresciuto sulla neve di casa e arrivato ai vertici mondiali dello snowboard parallelo, questo momento segna un nuovo equilibrio: fatto sì di responsabilità, ma anche di una forza interiore in più da portare in gara.

L’8 febbraio, proprio a Livigno, Maurizio sarà protagonista ai Giochi invernali, sulle nevi di casa, davanti alla sua gente. Un appuntamento che lo vede tra i nomi più accreditati, grazie a una carriera costruita con costanza, sacrificio e risultati di altissimo livello.

«L’arrivo di Vittoria è incredibile, sono al settimo cielo, sono carico come non mai», ammette Bormolini, con una luce diversa negli occhi che da lunedì non smettono di sorridere. Lui che è detentore della sfera di cristallo overall e di quella di gigante parallelo, conquistate nella scorsa stagione, distingue bene le emozioni.

«Sono sensazioni totalmente diverse rispetto a quelle che può regalare una vittoria mondiale. La piccola Vittoria è arrivata nel momento giusto, mi dà una carica immensa. E, se posso aggiungere, Vittoria è la mia vittoria più scintillante».

Due vittorie e due terzi posti tra gigante e slalom parallelo in questa stagione pongono Bormolini, alla vigilia dei Giochi, al secondo posto della classifica generale di specialità, alle spalle del compagno di nazionale Aaron March.

Le sue prime Olimpiadi lo vedono così ai nastri di partenza da protagonista. «Dal punto di vista sportivo posso dire che mi sono preparato tanto e a fondo per arrivare fin qui. Sono carico, con una motivazione immensa. Voglio dimostrare a me stesso che la strada intrapresa fino a ora è stata quella giusta. Sono pronto e determinato». I rivali sono tanti e di altissimo livello. «Sicuramente il nostro capitano Roland Fischnaller, poi Benjamin Karl, Aaron March, Mirko Felicetti. Senza dimenticare austriaci, coreani, canadesi e bulgari. Insomma, fare un pronostico non è facile. Ma non mi nascondo: l’obiettivo è raggiungere la medaglia».

Le nevi della Mottolino sono quelle di casa, ma il tracciato olimpico rappresenta un’incognita per tutti. «È un pendio variegato, con una parte iniziale piuttosto ripida e diversi dossi fondamentali da interpretare bene. La tipologia di neve la conosco ovviamente molto bene, ma siamo in tanti a volerci mettere una medaglia al collo. Una cosa è certa: il tifo di casa mi darà una spinta pazzesca».

La mattinata

I riflettori saranno puntati sulla mattinata di domenica, quando si aprirà il cancelletto di partenza dello snowboard alpino maschile e femminile, due giorni dopo la cerimonia di apertura dei Giochi, nella quale Livigno avrà un ruolo di primo piano.

Alla sua prima presenza olimpica, nonostante un palmarès mondiale già al vertice, Bormolini potrà vivere anche l’emozione della cerimonia inaugurale. «Sì, sarò presente alla cerimonia di apertura, quella di Livigno. Sarà la mia prima volta: l’emozione cresce e non vedo l’ora di vivere questa esperienza chiamata Giochi olimpici».

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