Economia / Lecco città
Venerdì 14 Novembre 2025
Riello, corsa all’acquisto:
in lizza Ariston, Ferroli e il colosso Haier
Dopo la scadenza per le offerte, si valutano i possibili acquirenti. Sul tavolo anche garanzie occupazionali e investimenti per il rilancio del gruppo. Il 25 novembre un nuovo incontro nella sede del ministero delle Imprese a Roma
Lecco
Nuova tappa di confronto sul caso Riello, il 25 novembre a Roma nella sede del ministero delle Imprese e del made in Italy. I rappresentanti dell’azienda e le parti sociali si rivedranno dopo che mercoledì scorso, 12 novembre, è scaduto il termine per la presentazione di offerte d’acquisto, con le prime indiscrezioni sui possibili acquirenti. Fra le offerte non vincolanti inviate all’advisor, Bank of America, ci sono quelle del gruppo Ariston supportato dall’advisor Mediobanca e di Ferroli di proprietà del fondo britannico Attestor. Ad essere interessati all’acquisizione della storica azienda produttrice di sistemi di climatizzazione, oggi di proprietà del gruppo statunitense Carrier Global Corporation, sembra esserci anche Haier, colosso cinese degli elettrodomestici già proprietario dell’italiana Candy acquisita sette anni fa. Si sarebbero fatte avanti anche i fondi Syntagma (Belgio) e Aurelius (Germania).
Nel susseguirsi di tavoli istituzionali aperti al Mimit fin dalla scorsa primavera a oggi, non sono emersi impegni sul rilancio delle attività per il gruppo Riello che ha circa 1.300 dipendenti, di cui 600 in Italia fra Verona, Lecco e Treviso. A Lecco sono impiegati 150 lavoratori nel centro di ricerca e sviluppo.
Nata nel 1922 a Legnago, nel Veronese, dall’attività delle Officine Fratelli Riello, dieci anni fa Riello è stata acquisita dal colosso United Technologies Corporation e dal 2020 è proprietà di Carrier Global Corporation. Mentre nelle prime comunicazioni, mesi fa, la proprietà aveva manifestato l’intenzione di vendere entro la fine dell’anno, l’unica novità emersa dall’ennesimo tavolo istituzionale del 22 ottobre riguarda la comunicazione che la vendita avverrà nel 2026. In quell’occasione hanno preso parte al tavolo richiesto da Fim, Fiom e Uilm figure tecniche del ministero, oltre a rappresentanti dell’azienda, delle Regioni Lombardia e Veneto e i rappresentanti sindacali. Nessun commento in questi giorni da parte dei sindacati sulle indiscrezioni di stampa sulle offerte d’acquisto, per le quali tuttavia sembra sia imminente, poco dopo l’incontro nazionale del 25 novembre, anche un tavolo provinciale con le parti sociali territoriali di Lecco.
Restano ancora tutti in sospeso i chiarimenti che i sindacati avevano chiesto durante l’incontro del mese scorso. In particolare, sottolinea una nota lecchese delle tre sigle, rimangono inevasi diversi punti fondamentali: «Come avviene la ricerca dei potenziali acquirenti? Quali garanzie occupazionali ed industriali vengono richieste ai potenziali acquirenti? Quali sono gli investimenti in prodotto ed in processo utili al mantenimento ed allo sviluppo di un gruppo fortemente legato alla transizione energetica?».
A chiedere che l’operazione garantisca un rilancio industriale è stato anche il Mimit, sottolineando l’opportunità che l’eventuale cessione comporti un piano industriale di valorizzazione dell’attività produttiva e che l’intera operazione non si caratterizzi con un tratto centrato sulla sola attività di vendita commerciale.
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