Variante di Tirano, infiltrazioni d’acqua nel cantiere Anas. «Ritardi per tutelare la sicurezza»

In questa fase particolarmente delicata operano circa 250 tecnici, impegnati sette giorni su sette in turnazioni continuative

Tirano

La sicurezza rimane la priorità assoluta di Anas nel completamento della variante di Tirano, un’opera strategica per la viabilità valtellinese e considerata fondamentale in vista dei Giochi olimpici invernali. Ma proprio nella fase decisiva, quando allo scavo della galleria naturale mancano meno di 50 metri, il cantiere deve fare i conti con una serie di infiltrazioni d’acqua nelle pareti rocciose che stanno rallentando in modo significativo l’avanzamento dei lavori.

In questa fase particolarmente delicata operano circa 250 tecnici, impegnati sette giorni su sette in turnazioni continuative. Tutte le attività vengono monitorate senza sosta, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, per garantire che ogni passo dello scavo si svolga senza rischi per le maestranze.

«Stiamo facendo ogni sforzo possibile per accelerare i lavori» afferma l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme. «Le numerose infiltrazioni d’acqua ci costringono però a rallentare le operazioni per tutelare un bene primario e assoluto per noi: la sicurezza del lavoro e dei lavoratori». Nonostante le criticità, Gemme assicura che il resto degli interventi previsti dal progetto procede senza risparmio di energie.

Anas mantiene un contatto costante con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e con l’assessorato regionale agli Enti locali e Montagna per aggiornarli sull’evoluzione del cantiere e sulle difficoltà legate alla natura del terreno. Proprio queste criticità, tuttavia, stanno alimentando un elemento sempre più centrale nel dibattito locale: l’incertezza sulla possibilità di consegnare la variante in tempo per i Giochi olimpici del 2026.

L’avanzamento ridotto, dovuto alla necessità di procedere in condizioni di massima sicurezza, ha infatti ristretto ulteriormente i margini già esigui del cronoprogramma. A oggi mancano solo 48 metri allo scavo finale, ma si tratta del tratto più complesso e delicato dell’intera galleria. E anche una volta completata la perforazione, resterebbero da portare a termine il consolidamento strutturale, le opere di finitura, l’impiantistica e i collaudi: un insieme di attività che richiede tempi tecnici difficilmente comprimibili.

Per questi motivi, negli ambienti istituzionali e tecnici cresce la consapevolezza che il completamento dell’opera prima dell’inizio dei Giochi sia tutt’altro che garantito. La variante di Tirano avrebbe un ruolo chiave nella gestione dei flussi di traffico diretti verso l’Alta Valtellina, dove si svolgerà una parte significativa delle competizioni olimpiche. L’eventualità di non poter disporre della nuova infrastruttura comporterebbe inevitabilmente un aumento della pressione sul centro abitato di Tirano, con ripercussioni sulla circolazione e sulla qualità della vita.

L’intervento, lungo complessivamente circa 6,6 chilometri, comprende due gallerie (una naturale e una artificiale), due ponti sul fiume Adda, quattro rotatorie, sottopassi e nuove connessioni con la viabilità esistente.

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