Con l'Alzheimer si inceppa il tasto 'replay' della memoria

Quando il cervello è colpito dall' Alzheimer , il tasto 'replay' della memoria smette di funzionare correttamente : durante il sonno tenta di attivarsi per riprodurre le esperienze recenti da memorizzare, ma le ripropone in modo disordinato e confuso , come un lettore Vhs difettoso. Lo dimostra lo studio condotto sui topi all'University College di Londra. I risultati, pubblicati sulla rivista Current Biology, potrebbero aiutare lo sviluppo di nuovi test per la diagnosi precoce e nuove terapie farmacologiche mirate.

" Quando ci riposiamo , il nostro cervello normalmente riproduce le esperienze recenti , un processo ritenuto fondamentale per la formazione e il mantenimento dei ricordi ", osserva la ricercatrice Sarah Shipley. "Abbiamo scoperto che questo meccanismo di replay è alterato nei topi geneticamente modificati per sviluppare le placche amiloidi caratteristiche dell’Alzheimer, e che tale alterazione è associata alle scarse prestazioni degli animali nei test di memoria".

Il fenomeno riguarda l’ ippocampo , l’area cerebrale cruciale per la memoria e l ’orientamento spaziale , dove agiscono le cosiddette ' cellule di posizione ', ovvero neuroni che si attivano quando ci si trova in una determinata posizione nell'ambiente. In condizioni normali, questi neuroni sparano i loro impulsi in rapida sequenza durante l’esperienza e poi ripetono lo stesso schema durante il riposo , in modo da consolidarne il ricordo . Nei topi malati di Alzheimer , invece, la sequenza perde coerenza , come un nastro che salta. Il risultato è visibile nel loro comportamento: i topi con le placche di amiloide faticano a ricordare il percorso in un labirinto già esplorato, tornano in corridoi già percorsi e sembrano dimenticare quanto appreso.

"Abbiamo scoperto un' anomalia nel modo in cui il cervello consolida i ricordi , visibile a livello dei singoli neuroni ", afferma il neuroscienziato Caswell Barry. "Ciò che colpisce è che gli eventi di replay si verificano ancora , ma hanno perso la loro struttura normale . Non è che il cervello smetta di cercare di consolidare i ricordi; è il processo stesso a essersi inceppato . Ora stiamo indagando se sia possibile modulare il replay attraverso il neurotrasmettitore acetilcolina , che è già bersaglio dei farmaci utilizzati per trattare i sintomi dell’Alzheimer. Comprendendo meglio il meccanismo, speriamo di rendere questi trattamenti più efficaci".

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