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Giovedì 19 Marzo 2026
Dall'Italia una terapia genica per tenere a bada il colesterolo
Virus resi inoffensivi diventano
navette
per tenere a bada il
colesterolo
nei casi in cui i livelli elevati sono
ereditari
: è la
nuova strada
che nei
test preclinici
dimostra di
migliorare il metabolismo
del colesterolo e
ridurre l'aterosclerosi
.
Descritta
sulla rivista Molecular Therapy, è stata messa a punto in Italia, al Ceinge Biotecnologie Avanzate F. Salvatore di Napoli.
Nel mirino della nuova
terapia genica
c'è l'
ipercolesterolemia familiare
, una malattia ereditaria nella quale un'alterazione genetica provoca livelli estremamente elevati di
colesterolo Ldl
, il cosiddetto '
colesterolo cattivo
' e uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare all'origine dell'aterosclerosi. Nella maggior parte dei casi, la malattia si deve a
mutazioni
del
gene
che codifica per il
recettore
delle Ldl: quando il gene non funziona, il recettore non riesce a catturare le
lipoproteine a bassa densità
(Ldl)
che in condizioni normali trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti. Di conseguenza queste lipoproteine
restano nel sangue
.
Nei test preclinici, condotti su
topi con un deficit del recettore delle Ldl,
"una singola somministrazione intramuscolare della terapia ha determinato un'
espressione stabile e prolungata
della
proteina
terapeutica e una
riduzione
significativa delle
lesioni aterosclerotiche
a livello dell'aorta", rileva il Ceinge. "I nostri risultati suggeriscono che un approccio di terapia genica diretto al muscolo potrebbe rappresentare una strategia terapeutica a lungo termine e aprire nuove prospettive per lo sviluppo di trattamenti genici per le dislipidemie ereditarie", osserva Lucio Pastore, ricercatore senior dello studio, ordinario di Biochimica clinica e Biologia molecolare clinica dell'Università Federico II di Napoli e responsabile del laboratorio Gene Therapy del Ceinge.
"Consentendo al muscolo scheletrico di produrre una proteina terapeutica derivata dal gene Ldlr, abbiamo osservato un miglioramento duraturo dei livelli lipidici e una riduzione dell'aterosclerosi fino a tre mesi nei modelli preclinici", osserva la prima autrice dello studio Maria Vitale, ricercatrice del Ceinge e responsabile scientifico della startup Kimera, nata nello stesso centro.
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