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Venerdì 16 Gennaio 2026
Gli incendi boschivi nell'Artico sempre più frequenti, intensi ed estesi
Nell'
Artico
gli
incendi boschivi
stanno diventando sempre
più frequenti
,
intensi
ed
estesi
: lo indicano i
dati satellitari
della Nasa e i risultati dell'ultimo
rapporto
del programma scientifico internazionale Arctic Monitoring and Assessment Programme.
Il fenomeno, dicono gli esperti della Nasa, è strettamente legato al
rapido cambiamento climatico
: l'
Artico
si sta
riscaldando quasi quattro volte più velocemente della media globale
, un cambiamento che ha un
impatto diretto
sulle
precipitazioni
nella regione e sull'
umidità del suolo
, tutti fattori che
favoriscono gli incendi
. Anche i
fulmini
, la principale fonte di
innesco delle fiamme
nell'Artico, si stanno verificando
sempre più a nord
.
"Il
fuoco
è sempre stato parte integrante dei paesaggi boreali e artici, ma ora sta iniziando a manifestarsi in
modi più estremi
, simili a quelli osservati nelle aree temperate e tropicali", afferma Jessica McCarty, vicedirettrice della Divisione scienze della Terra presso l'Ames Research Center della Nasa.
"C’è sempre una certa
variabilità di anno in anno
, ma considerando i decenni
stiamo registrando
in media circa il
doppio
della
superficie bruciata
nell’
Artico nordamericano
rispetto alla metà del XX secolo", precisa Brendan Rogers del Woodwell Climate Research Center.
Un netto
cambio di passo
si è registrato a partire dalla
metà degli anni 2010
: la
Groenlandia
, ad esempio, ha registrato
incendi significativi nel 2015
,
2017
e
2019
. I ricercatori hanno anche iniziato a osservare
incendi
che si sviluppano nell'Artico
già a fine marzo
, molto prima rispetto ai dati storici, e che bruciano ben dopo la prima neve. "È preoccupante la frequenza con cui questi incendi bruciano nello stesso posto", osserva Tatiana Loboda dell'Università del Maryland. "Molte aree ora bruciano due, tre o persino cinque volte in un periodo di tempo molto breve. L'impatto è immenso: sta accadendo nella tundra e nelle regioni boreali, e queste aree non riescono a riprendersi".
A preoccupare è soprattutto l
'intensità
degli incendi, che arrivano a bruciare anche i depositi di torba profondi liberando gas serra e generando 'incendi zombie', ovvero incendi apparentemente spenti in superficie ma che continuano a covare sottoterra, per poi riaccendersi quando la primavera porta condizioni più secche.
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