Ansa Tecnologia
Domenica 22 Marzo 2026
IA e tecnologie quantistiche possono accelerare l'arrivo delle centrali a fusione
Intelligenza Artificiale, fotonica e sensori quantistici insieme per trasformare in realtà le prime centrali a fusione , capaci di produrre energia riproducendo i processi che avvengono nel cuore delle stelle. A indicare questa strada è il rapporto pubblicato dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti , che prevede la possibilità di costruire entro il 2040 le centrali pilota per la fusione .
Lo studio raccoglie i contributi scientifici del workshop dedicato alla discussione sulle sfide tecnologiche per lo sviluppo delle future centrali e coordinato da Luis Delgado-Aparicio, a capo dei progetti avanzati dei Laboratori per la fisica del plasma a Princeton del Doe, e Sean Regan, direttore della divisione sperimentale dei Laboratori laser dell’Università di Rochester.
Il passaggio dai laboratori di ricerca alle centrali pilota richiede ora un salto qualitativo . Il percorso verso la fusione nucleare commerciale non è più solo una sfida della fisica teorica ma per arrivare alla realizzazione di veri impianti capaci di fornire energia occorre sviluppare una serie di nuove tecnologie affidabili capaci di monitorare e controllare in tempo reale quel che avviene all’ interno dei reattori .
Occhi e orecchie, ossia sensori e strumenti di controllo , capaci di monitorare le condizioni del plasma necessario a produrre energia. Le sfida, osservano gli autori del rapporto, sono ancora molte: dallo sviluppo di gemelli digitali migliori e l’ uso dell’IA per l’analisi in tempo reale della dinamica del plasma , a rilevatori elettronici più sensibili di quelli oggi disponibili, ma che potranno arrivare presto grazie alle tecnologie quantistiche . Sono sviluppi tecnologici che richiederanno 10 o 15 anni , si legge nel rapporto, e promettono di avere importanti ricadute in altri settori, come nella fabbricazione dei semiconduttori , le biotecnologie e la medicina .
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