A raccogliere dati preziosi sul medicane sono stati, in particolare, alcuni satelliti di seconda e terza generazione della costellazione Meteosat gestita da Eumetsat, l'organizzazione europea per i satelliti meteo, oltre a Sentinel-1 di Copernicus , il programma per l'Osservazione della Terra di Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea. Jolina è stato, per questi sistemi, un caso di studio molto importante che ha permesso di ampliare le conoscenze su questi fenomeni piuttosto rari nel Mediterraneo e di migliorare le capacità di previsione.
"La grande quantità di dati a nostra disposizione grazie a queste missioni è preziosa per classificare i medicane come questo", afferma Giulia Panegrossi dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La ricercatrice è co-autrice di uno studio sui cicloni mediterranei pubblicato a recentemente sul Bulletin of the American Meteorological Society e che ha introdotto una definizione chiara basata su caratteristiche osservabili dai satelliti per poter classificare i medicane.
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