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Mercoledì 25 Marzo 2026
Il Dna dell'uva racconta 4mila anni di storia dei vini francesi
Il
Dna antico
ricavato da
semi d'uva
ha permesso di raccontare
4mila anni
di
storia
dei
vini francesi
, inclusi addomesticamento, coltivazione e commercio. A estrarre e leggere le informazioni contenute in queste
sequenze genetiche
è stato il gruppo di ricerca guidato dalle Università francesi di Tolosa e Montpellier, che ha
pubblicato
i risultati sulla rivista Nature Communications. Tra i dati più rilevanti, è emerso che il
vitigno
del
Pinot Nero
che conosciamo oggi era coltivato in Francia già in
epoca medievale
, quasi
600 anni fa
.
Gli autori dello studio coordinato da Ludovic Orlando, dell'Università di Tolosa, e Laurent Bouby,di quella di Montpellier, hanno
estratto
il
Dna
contenuto in
54 semi
d'uva. I
più antichi
risalgono all'
Età del Bronzo
, circa 4mila anni fa, mentre quelli più recenti appartengono alla fine del periodo medievale.
I
campioni di 2.400-2.800 anni fa
hanno rivelato la
coesistenza
di
viti selvatiche e coltivate
, oltre che l'arrivo di
varianti genetiche
provenienti
dal Medio Oriente
e, successivamente, dalla regione del
Caucaso
. Inoltre, sono stati individuati
cloni
geneticamente identici a
centinaia di chilometri di distanza
, risalenti all'epoca compresa
tra 625 e 400 a.C..
Ciò indica che già allora gli agricoltori sfruttavano la propagazione vegetativa delle piante, che consente di generare una nuova pianta identica a quella di partenza semplicemente prelevandone una parte.
Infine, un
seme
di
epoca medievale
proveniente dalla
Francia settentrionale
è risultato
geneticamente identico
alla varietà del
Pinot Nero moderno
. Ciò dimostra quasi 600 anni di coltivazione continua nel Paese di questo vitigno, che persiste con un Dna praticamente inalterato almeno dal 1400-1500.
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