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Martedì 03 Febbraio 2026
Le onde cerebrali determinano la percezione del sé corporeo
E' la
frequenza
di particolari
onde cerebrali
, le cosiddette
oscillazioni alfa
, a regolare la
precisione
con cui il
cervello integra segnali visivi e tattili
per
percepire il corpo
come '
proprio
' e
distinto dal mondo
circostante. Lo indica lo studio condotto dal gruppo del Karolinska Institutet (Svezia) guidato dal ricercatore in neuroscienze cognitive Mariano D'Angelo. I risultati,
pubblicati
sulla rivista Nature Communications, potrebbero contribuire allo sviluppo di
protesi migliori
e di esperienze di
realtà virtuale
più realistiche, ma non solo.
"Abbiamo identificato un
processo cerebrale
fondamentale che
plasma
la nostra continua
esperienza
di
essere incarnati
", osserva D'Angelo. "I risultati potrebbero fornire
nuove informazioni
su
condizioni psichiatriche
come la
schizofrenia
, in cui il
senso di sé
è
disturbato
".
Lo studio ha coinvolto un centinaio di volontari che sono stati sottoposti all'
esperimento
della mano di gomma, un tipico
test
usato nel campo delle
neuroscienze
per valutare come il cervello costruisce il senso di possesso del corpo
integrando vista e tatto
. In pratica, l’
esperimento
consiste nel
nascondere una mano reale
del partecipante e posizionare davanti a lui una mano finta, visibile: se viene toccata in modo sincronizzato a quella vera, solitamente il soggetto può arrivare a percepirla la mano di gomma come se fosse propria.
I risultati dimostrano che gli
individui
con
frequenze alfa
più
veloci
nella
corteccia parietale
sono più
sensibili
al lasso di tempo che intercorre tra il tocco osservato e quello
percepito
, come se il loro
cervello
operasse a una
risoluzione temporale più elevata
con un senso di appartenenza al corpo più preciso. Al contrario, le persone con frequenze alfa più lente hanno una ridotta precisione temporale e di conseguenza una più debole distinzione fra il sé e il mondo esterno.
I ricercatori hanno usato anche la stimolazione elettrica cerebrale non invasiva per accelerare o rallentare leggermente le onde alfa dei partecipanti, dimostrando che influisce in modo diretto sulla precisione con cui viene percepito il senso di possesso del corpo. Il dato è stato poi confermato anche dai modelli computazionali.
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