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Sabato 21 Marzo 2026
Nelle mura di Pompei i segni lasciati da un'antenata della mitragliatrice
Rinvenuti nelle
mura settentrionali
di
Pompei
evidenti
segni
di danni dovuti a un'
arma antenata della mitragliatrice
e risalenti all'
assedio
della città da parte del generale romano Lucio Cornelio Silla. La scoperta, a firma italiana, è
pubblicata
sulla rivista Heritage e si deve ad Adriana Rossi e Silvia Bertacchi, del dipartimento di Ingegneria dell'Università della Campania 'Luigi Vanvitelli', e Veronica Casadei, del dipartimento di Informatica e Ingegneria dell'Università di Bologna.
Nel corso degli anni sono state condotte molte ricerche sui
grandi crateri circolari
formati dalle pesanti proiettili di pietra lanciati dalle
catapulte romane
e,
tra questi
, sono stati individuati
fori più piccoli
, a
sezione quadrata
e
disposti a ventaglio
, spesso attribuiti all'usura o ai danni generali della battaglia. Secondo le ricercatrici, invece, sono stati causati da un
polybolos
, un'
arma
in grado di
lanciare più proiettili in rapida successione
, descritta nel
III secolo a.C.
Poiché la
cenere vulcanica
ha
preservato perfettamente
gli
impatti
a ventaglio sulle mura, dai
dati digitali
di profondità, larghezza e forma sono stati ottenuti
modelli
in
3D
, poi
confrontati
con il
movimento meccanico
di una
catapulta a ripetizione
descritto nei manuali. Il team ha quindi ricostruito a ritroso il tipo di arma utilizzata: tutto indicava una
macchina ad alta velocità
paragonata a una versione antica di una mitragliatrice. Un'ulteriore prova a sostegno di questa tesi è giunta dalle collezioni museali. I
proiettili
sopravvissuti provenienti da
altri siti
militari romani, come i dardi con punta di ferro associati alla catapulta Scorpion, corrispondevano alle dimensioni dei modelli 3D ottenuti a partire dai danni alle mura di Pompei.
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