E’ la fotografia del momento in cui per la prima volta gli esseri umani si sono resi conto che l’universo è senza confini, punto di arrivo di una delle dispute culturali e scientifiche più avvincenti della storia del pensiero e dell’astronomia. Un grande dibattito fra chi era convinto che l’universo non fosse altro che la nostra galassia e chi riteneva che fosse decisamente più vasto , culminato un secolo fa davanti al pubblico di un teatro e al quale è dedicato il libro dell’astrofisico Gianluca Masi “Quando l’universo diventò infinito. Shapley, Curtis e la nascita del cosmo moderno” , (Castelvecchi, 2026, 216 pagine), da oggi disponibile in libreria e nelle piattaforme online.
Astrofisico di fama internazionale, Masi ha firmato oltre mille contributi scientifici e partecipato alla scoperta di decine di asteroidi, numerose stelle variabili, tre pianeti extrasolari e diverse supernovae. Ha fondato il Virtual Telescope Project ed è curatore scientifico al Planetario di Roma. E’ stato un “ cammino straordinario , ricchissimo di colpi di scena”, scrive Masi a proposito del ‘grande dibattito’ che nel 1920 vide confrontarsi gli astronomi Harlow Shapley , che per primo Usò le stelle variabili per stimare le dimensioni della Via Lattea, e Heber Curtis, forte sostenitore dell’esistenza di altre galassie fuori dalla Via Lattea. Da quel dibattito , osserva Masi, “sarebbero emerse nuove sfide ed idee , attraverso le quali plasmare l’attuale conoscenza dell’universo fisico, grazie al contributo di altri illustri personaggi, in primis Edwin Hubble”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA