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Mercoledì 21 Gennaio 2026
Riconoscuta nel cervello una spia delle malattie neurologiche
Diventa possibile scoprire nel
cervello
una
spia
delle
malattie neurologiche
che potrebbe aprire la strada alla
diagnosi precoce
. La chiave è nella
tecnica di microscopia
che riesce a mostrare i
particolari
delle cellule a forma di stella vitali per il cervello, gli
astrociti
. In questo modo è possibile riconoscere differenze nella loro struttura proteica che sono vere e proprie spie dello stato di salute del cervello. Il risultato è
pubblicato
sulla rivista Advanced Science e si deve alla ricerca condotta fra l’Italia e gli Stati Uniti, coordinata da Michelle Y. Sander, della Boston University, con il gruppo dell’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Cnr-Isof) guidato da Valentina Benfenati. Chiara Lazzarini è co-prima autrice del lavoro. Allo studio hanno collaborato inoltre le università di Bari e Bologna.
La tecnica utilizzata per analizzare gli astrociti con un dettaglio senza precedenti e
senza alterarli
è la
microscopia fototermica multispettrale a infrarossi a risoluzione temporale avanzata
, che permette di vedere le
caratteristiche chimiche
,
strutturali
e
funzionali
delle
proteine
di queste cellule.
In particolare i ricercatori hanno analizzato
strutture
che si estendono per pochi
milionesimi di metro
, chiamate ‘
microdomini
’, indispensabili per mantenere l
’equilibrio
tra
molecole
,
ioni
e
acqua
nel
cervello
. Il
cattivo funzionamento
dei
microdomini
è collegato a
malattie
come quella di
Alzheimer
e il
glioma
. Finora era impossibile osservare anomalie come queste.
Nanomateriali
,
neuroscienze
e
ottica innovativa
hanno dialogato per rendere possibile la nuova tecnica e per “fornire l'esclusiva '
impronta digitale chimica
' degli
astrociti sani
”, osserva Benfenati. “Da anni studiamo approcci che ci consentano di studiare gli astrociti in vitro per utilizzarli nell’ambito della
medicina predittiva
, così da ridurre anche l’utilizzo di modelli animali in preclinica. Questo studio – aggiunge - ci ha portato alla
messa a punto
di un
modello unico
, sia strutturalmente che funzionalmente, nella riproduzione di ciò che gli astrociti mostrano in vivo”. Due tipi di astrociti sono stati fatti crescere in laboratorio su substrati diversi e sono stati poi analizzati. E’ emerso così, rileva Lazzarini, “un legame diretto tra la struttura proteica secondaria degli astrociti differenziati e le dinamiche di diffusione attraverso cui gli astrociti regolano l’equilibrio di acqua e ioni nel cervello”.
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