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Mercoledì 04 Febbraio 2026
Scoperto il circuito cerebrale al cuore del Parkinson, possibili terapie mirate
Individuato il
circuito cerebrale
alla base dei
principali disturbi
del
Parkinson
: è la cosiddetta
rete di azione somato-cognitiva
(Somato-Cognitive Action Network,
Scan
), una specifica
area
della
corteccia motoria
dove i pensieri vengono tradotti in
movimenti
. Trattare in modo mirato questa rete cerebrale, per esempio attraverso la
stimolazione magnetica transcranica
, permette di
raddoppiare
l'
efficacia
delle
terapie tradizionali
. Lo dimostra lo studio
pubblicato
sulla rivista Nature dal gruppo di ricerca internazionale guidato dal Changping Laboratory di Pechino, in collaborazione con la Washington University School of Medicine di St. Louis.
"Per
decenni
il Parkinson è stato principalmente associato a
deficit motori
e ai
gangli della base
", la parte del cervello che controlla i movimenti muscolari, osserva il coordinatore dello studio Hesheng Liu. "Il nostro lavoro dimostra che la
malattia
affonda le sue
radici
in una
disfunzione di rete
molto più ampia
. La
Scan
è
iperconnessa a regioni chiave
associate alla malattia di
Parkinson
e questo cablaggio anomalo compromette non solo il movimento, ma anche le funzioni cognitive e corporee correlate".
I ricercatori hanno raccolto i dati dell'imaging cerebrale di
oltre 800 persone
, tra cui pazienti colpiti da Parkinson e trattati con
stimolazione cerebrale
profonda
,
farmaci
,
stimolazione magnetica transcranica
e
stimolazione a ultrasuoni focalizzati
. Come gruppo di controllo sono stati inclusi individui sani e pazienti con altri disturbi del movimento.
L'analisi dei dati ha rivelato che il Parkinson è caratterizzato da un'
iperconnettività
tra lo
Scan
e le
regioni sottocorticali
responsabili delle
emozioni
, della
memoria
e del
controllo motorio
. Tutte e quattro le
terapie
incluse nello studio si sono dimostrate
più efficaci
quando hanno
ridotto
questa
iperconnettività
, normalizzando l'attività nel circuito responsabile della pianificazione e del coordinamento dell'azione.
Partendo da questa osservazione, i ricercatori hanno sviluppato una
terapia in grado di colpire la rete Scan
in modo
non invasivo
con una
precisione millimetrica
: lo hanno fatto applicando la stimolazione magnetica transcranica, che invia impulsi magnetici al cervello da un dispositivo posizionato sulla testa. In uno studio clinico, 18 pazienti sottoposti al trattamento per due settimane hanno mostrato un tasso di risposta del 56% contro il 22% ottenuto stimolando aree cerebrali adiacenti.
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