Sì
dell'
Italia
al
progetto di un centro europeo sull'Intelligenza Artificiale
ispirato al
modello del Cern
: il
primo passo
in questa direzione è stato annunciato oggi a Roma dalla ministra dell'Università e la Ricerca Anna Maria Bernini. Lo ha fatto all'Accademia dei Lincei, che da tempo sostiene la
proposta
, presentata dal Nobel Giorgio Parisi
, di un
centro pubblico
capace di
rendere l'Europa competitiva
nei confronti di due giganti dell'IA come
Stati Uniti
e
Cina
. Il primo passo in questa direzione annunciato dalla ministra è il
sostegno dell'Italia
al
progetto AI
Frontiers
proposto da Francia e Germania, che dovrà essere però esteso ad altri Paesi europei.
"Desidero esprimere il mio pieno sostegno all'iniziativa, che considero visionaria, tempestiva e necessaria per garantire il futuro tecnologico del nostro continente", ha detto Bernini, che ha detto di avere scritto alla ministra tedesca dell'Istruzione e della Ricerca Dorothee Bär e al ministro francese dell'Istruzione superiore, della Ricerca e dello Spazio Philippe Baptiste, per condividere l'attenzione e l'impegno dell'Italia verso l'iniziativa AI Frontier.
Bernini ha scritto anche a Ekaterina Zaharieva, commissaria Ue per Startup, Ricerca e Innovazione, e a Nikodemos Damianou, viceministro di Ricerca, Innovazione e Politica digitale della Repubblica di Cipro, Paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue. Nella lettera si rileva l'importanza di lavorare per istituire una rete di centri europei, si afferma che l'Italia esprime "il proprio forte interesse a partecipare attivamente come partner fondante di questa Iniziativa" e si propone di "lavorare insieme alla preparazione di una possibile proposta di Conclusioni del Consiglio su questa Iniziativa", così da definire un chiaro mandato politico e un impegno di lungo periodo.
"Grazie al ministro per avere risposto alla chiamata della comunità scientifica", ha detto il Nobel Parisi. "Un
centro di ricerca pubblico
che possa affrontare queste sfide è
fondamentale
. Bisogna
rilanciare la ricerca non segretata
, che - ha aggiunto - è l'unico modo di
andare avanti
velocemente senza rischiare monopoli
".
Per il presidente dei Lincei Roberto Antonelli "se l'
Europa
non riuscirà a
sviluppare un programma proprio
, compatibile con quelli che Stati autoritari o iniziative private che soverchiano in modo del tutto incontrollato e dunque anch'esso autoritario il potere dei singoli Stati, l'Europa e i suoi cittadini saranno destinati a un destino di emarginazione". Sulla stessa linea il vicepresidente dell'Accademia Carlo Doglioni, per il quale "L'
Europa sta investendo molto meno di Stati Uniti e Cina
e ha un mercato frammentato". Fattori, questi, che mettono in allarme su "un rischio effettivo di marginalizzazione".
La sfida è dare all'Europa le armi per affrontare "una vera e propria rivoluzione industriale", come l'ha definita un altro promotore della proposta, Pierluigi Contucci dell'Università di Bologna. Una rivoluzione nella quale il fisico Luciano Maiani riconosce analogie con la situazione della fisica nucleare che nel secondo dopoguerra aveva portato all'istituzione del Cern. Proprio come il Cern, un centro europeo per l'IA potrebbe attrarre ricercatori da tutto il mondo, hanno osservato Stefano Leonardi della Sapienza e il fisico francese Marc Mézard.
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