Uno studio descrive i vulcani di Venere, tunnel fino a 900 metri

(ANSA) - PESCARA, 02 FEB - I tunnel di lava sotterranei di Venere possono raggiungere dimensioni tra 80 e 900 metri in larghezza e fino a 200 metri in altezza. I condotti naturali, una volta svuotati, diventano "vere e proprie cattedrali sotterranee". Le informazioni sul "gemello diverso della Terra", considerate "indizi preziosi per le future missioni spaziali che lo visiteranno e ne studieranno l'intensa attività vulcanica", sono contenute in uno studio pubblicato sulla rivista Icarus. La ricerca è stata condotta da studiosi del Politecnico di Breslavia, dell'International Research School of Planetary Sciences presso l'Università 'G. d'Annunzio' di Chieti-Pescara e dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).
Attraverso simulazioni numeriche avanzate, il gruppo di studio ha analizzato la stabilità dei tunnel lavici venusiani in relazione alle diverse condizioni di resistenza meccanica della roccia.
"I risultati mostrano che, a seconda della compattezza del suolo, queste strutture possono raggiungere dimensioni impressionanti: larghezze tra 80 e 900 metri, fino a sfiorare il chilometro, e tunnel alti fino a 200 metri - spiega Piero D'Incecco, ricercatore presso l'Inaf d'Abruzzo e coautore dello studio -. Negli scenari in cui la roccia è più debole o fratturata, invece, le larghezze massime stabili possono essere molto più contenute, nell'ordine di circa 100 metri". Secondo il ricercatore, "questi dati non sono solo teorici. Le dimensioni ottenute dalle simulazioni - afferma - sono coerenti con i canali lavici osservati sulla superficie del secondo pianeta del Sistema solare. E ciò fornisce una guida concreta su cosa cercare con le future missioni spaziali".
Lo studio introduce vincoli fisici utili per l'interpretazione delle strutture geologiche di Venere: "Sapere quanto può essere largo un tunnel stabile aiuta gli scienziati a identificare strutture come le pit chains, gli skylights o anomalie di gravità che potrebbero indicare la presenza di vuoti sottostanti", conclude D'Incecco. Il contributo dell'Inaf è stato determinante per collegare i modelli matematici di stabilità all'inquadramento geologico planetario di Venere.
Il lavoro si inserisce nel progetto internazionale Avengers (Analogs for Venus' Geologically Recent Surfaces), coordinato dall'Inaf, che consentirà di analizzare i vulcani attivi sulla Terra come "gemelli" dei sistemi eruttivi venusiani, fornendo "la chiave di lettura necessaria per studiare l'attività geologica recente e, probabilmente, ancora in corso sul pianeta". (ANSA).

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