Calcio, Lecco-Triestina: Valente preoccupato per il terreno di gioco

Out Battistini, Ndongue e Voltan. Rientra Furlan tra i pali. Gunduz sarà in campo per gli alabardati

Lecco

Domani alle 17,30 contro la Triestina, sul Pack artico del Rigamonti-Ceppi, ci si potrà scaldare solamente se il Lecco tornerà a essere quello della fine del 2025, soprattutto in casa. A condizionare la gara sarà sicuramente un terreno gelato, se non ghiacciato. Con quell’intaso di mais e sughero che appena si inumidisce assorbe tutto come una spugna e poi diventa una lastra. In presentazione di gara mister Federico Valente si è detto molto preoccupato ma poi ha concluso sconsolato: «Ci giocheremo entrambi lì sopra, noi ma anche loro. Si partirà zero e a zero e non ci sono alibi».

Ha ragione. Però è anche vero che il Lecco è squadra molto tecnica, che fa del palleggio una sua forza, delle trame, un suo modo di esistere. Insomma, senza condizioni accettabili del campo diventa solamente una gara a chi è più intenso, più agonistico. Ma il bel gioco verrà dopo... Insomma, si rischia di pattinare più che di giocare. Ma sulla patinoire bluceleste, il Lecco ha sempre fatto bella figura e vuole ripetersi, anche se le insidie sono tante. Non ci sarà il mattatore ed ex idolo bluceleste Arthur Ionita, che è andato all’Arezzo, mentre vedremo in campo lo sfortunato (in bluceleste) Theoman Gunduz, che è il bomber degli alabardati. Il problema è che una Triestina così scossa dalla sconfitta contro l’Alcione, agitata da un mercato in cui ha perso anche il marocco-belga Kijine, può reagire in due modi: sgonfiarsi come un soufflè tirato fuori dal forno e messo subito in frigo. Oppure sentirsi ferita e come una tigre scagliarsi contro l’aggressore. Il Lecco, in questo caso. Dipenderà molto da quale delle due reazioni il grande allenatore Attilio Tesser, uno dei migliori del panorama della terza serie, riuscirà a tirare fuori dai suoi ragazzi. Per Federico Valente non sarà semplice schierare una formazione che riesca subito a interpretare bene la partita, proprio per i dubbi che vengono dalla formazione giuliana.

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