Olimpiadi: a Livigno Bormolini si ferma agli ottavi, ma non è una sconfitta

Il livignasco esce sconfitto di misura dal futuro campione olimpico, ma guarda avanti. Amaro quarto posto per Elisa Caffont, bronzo per Lucia Dalmasso.

Livigno

La sua Olimpiade, a Livigno, si chiude agli ottavi di finale, contro colui che alla fine salirà sul gradino più alto del podio. Ma Maurizio Bormolini torna a casa senza recriminazioni, con la consapevolezza di aver dato tutto davanti alla sua gente, sulle piste dove è cresciuto e dove lo snowboard è molto più di uno sport.

L’eliminazione per tre centesimi contro Benjamin Karl, poi vincitore del Parallel Giant Slalom olimpico, racconta meglio di qualsiasi parola quanto sottile sia stato il confine tra sogno e realtà. «Non ho nulla da rimproverarmi» ha spiegato Bormolini a fine gara, «ho messo in pista tutto quello che avevo». Una dichiarazione lucida, che fotografa lo spirito con cui il livignasco ha vissuto questi Giochi.

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