Comunicato Stampa: Consiglio Veneto approva all’unanimità il Progetto di legge n. 64 della Giunta regionale


(Arv) Venezia, 12 maggio 2026

Il Consiglio regionale del Vento ha approvato, all’unanimità, il Progetto di legge n. 64 della Giunta regionale che modifica la L.R. n. 3/2000 ‘Nuove norme in materia di rifiuti’. Il provvedimento era stato licenziato a maggioranza, senza voti contrari, dalla Seconda commissione in cui era incardinato.
Prima della votazione, è stato votato un emendamento, presentato dal consigliere regionale Jonatan Montanariello (Pd), che prevede che la definizione dei criteri localizzativi degli impianti di smaltimento dei rifiuti venga preceduta dal parere della competente commissione consiliare.
Votato anche un ordine del giorno, a prima firma della consigliera regionale Annamaria Bigon (Pd) che, dopo una riformulazione, impegna la Giunta regionale a valutare anche gli elementi di impatto cumulativo nelle zone di confine. Votato anche un ordine del giorno, a prima firma del consigliere Claudia Barbera (FdI) che, come illustrato dall’assessore Venturini, impegna la Giunta regionale al rafforzamento della protezione ambientale nei territori sottoposti a pressione ambientale anche oltre la fascia dei dieci chilometri.
Prima della votazione finale, l’assessore regionale Elisa Venturini, con delega all’Ambiente, è intervenuto per spiegare che “è stato avviato un percorso in cui, di fatto, viene proposta una moratoria per dare l’opportunità di effettuare delle valutazioni sui criteri che dovranno essere applicati assieme alla regione Lombardia, con una visione innovativa rispetto al passato. Nella definizione dei criteri verrà coinvolta la Seconda commissione. Abbiamo cercato di dare ai territori risposte appropriate anche dal punto di vista tecnico.”
Il Disegno di legge – come ha spiegato il Relatore Mirko Patron (Forza Italia) – è nato dall’esigenza di aggiornare il quadro normativo relativo ai nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti progettati in prossimità del confine regionale. Considerato che l’area di confine tra Veneto e Lombardia è particolarmente interessata dalla presenza di impianti di smaltimento di rifiuti e da progetti per la realizzazione di nuove strutture dedicate, la modifica introdotta allinea la normativa veneta a quella lombarda, con riferimento alla realizzazione di nuovi impianti. Il provvedimento non presenta alcun onere a carico del bilancio regionale.
Nello specifico, in base alla modifica introdotta, i procedimenti autorizzativi di competenza regionale, anche pendenti, riguardanti la realizzazione di nuove discariche o ampliamenti di discariche posti a meno di 10 chilometri dal confine regionale, sono sospesi fino alla sottoscrizione al riguardo di un’Intesa, ai sensi dell’articolo 117, ottavo comma, della Costituzione, tra le regioni confinanti interessate in merito all’applicazione dei criteri localizzativi e della verifica dei fabbisogni.
Sono stati acquisiti sul provvedimento, che non ha oneri a carico del bilancio regionale, i pareri favorevoli del Consiglio delle Autonomie Locali e della Prima Commissione consiliare.

Per il Correlatore, la consigliera regionale Dem Annamaria Bigon, “il Progetto di legge n. 64 nasce da una finalità condivisibile: rafforzare la tutela sanitaria e ambientale della popolazione residente nelle aree interessate dagli impianti di smaltimento dei rifiuti. La minoranza, in Seconda commissione, ha contribuito fattivamente a migliorare il Testo normativo. Pur tuttavia, vogliamo rafforzare ulteriormente il Progetto di legge, con emendamenti e ordini del giorno, a iniziare dalla definizione più precisa dei criteri territoriali, che sono fondamentali. E il provvedimento deve essere dichiarato urgente, per non vanificarne gli obiettivi.”
In sede di discussione generale, il consigliere regionale Anna Leso (FdI) ha espresso la “necessità di definire quali siano i fattori ambientali e i criteri formativi alla base dei diversi Piani regionali. Servono tempi certi di definizione dell’Intesa e va specificato se essa debba considerarsi o meno una nuova norma.”
Per il consigliere regionale Claudia Barbera (FdI) “con questo provvedimento, diamo concretezza al senso di responsabilità verso i cittadini veneti, residenti in zone caratterizzate da una forte pressione ambientale, i quali chiedono maggiori tutele e attenzioni. È corretto sospendere i procedimenti autorizzativi di competenza regionale: servono criteri condivisi che tengano conto delle fragilità dei territori.”
Il consigliere regionale Filippo Rigo (Lega- LV) ha definito la proposta di legge “di buon senso, perché affronta un tema che negli ultimi anni ha generato grandi preoccupazioni in molti territori, soprattutto nella provincia di Verona, caratterizzati da una forte pressione ambientale. Servono criteri condivisi che tengano conto della pressione ambientale già presente nei territori, a tutela dei cittadini. E ringrazio i diversi Comitati che hanno speso tempo ed energie per difendere i loro territori.”
Stefano Valdegamberi (Futuro Nazionale- Gruppo Misto) ha evidenziato “l’inerzia della Giunta regionale che avrebbe dovuto attivarsi prima per quanto di competenza.”
Alberto Bozza (Forza Italia) ha ringraziato in particolare l’assessore Venturini e il Presidente della Seconda commissione, Elisa De Berti, per un provvedimento concreto, nell’interesse dei territori caratterizzati da una forte pressione ambientale, che offre una prospettiva di pianificazione e di concertazione con regioni confinanti e che sceglie un percorso di responsabilità che tiene conto della sostenibilità amministrativa.”
La consigliera regionale Elena Ostanel (Alleanza Verdi e Sinistra) ha sostenuto “la mancanza di un nuovo Piano regionale dei rifiuti. E nelle zone fragili, nell’intero territorio veneto, dobbiamo dire sempre ‘No’ a nuove discariche e all’ampliamento di quelle esistenti.”
Il consigliere regionale Matteo Pressi (Stefani Presidente) ha manifestato pieno appoggio al provvedimento e ha ringraziato l’assessore regionale Venturini per il lavoro svolto. “Diamo risposte alle preoccupazioni dei cittadini”, ha detto.

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