Comunicato Stampa: Fine vita. Presentazione docufilm ‘Lasciatemi morire ridendo’.


(Arv) Venezia, 13 maggio 2026

Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, e la consigliera regionale Elena Ostanel (Alleanza Verdi e Sinistra), hanno presentato il docufilm di Massimiliano Fumagalli ‘Lasciatemi morire ridendo’, incentrato sulla vicenda di Stefano Gheller, toccando il delicato tema del fine vita.

Sono intervenuti ed erano presenti la sorella di Gheller, Cristina, e alcuni consiglieri regionali, di maggioranza e di opposizione.

“Stefano Gheller è stato un grande combattente – ha esordito il Presidente Zaia – Persona brillante e intelligente, ha saputo portare avanti una battaglia che sembrava impossibile da combattere. Resta però il suo impegno e quanto ha saputo fare, tutto documentato dal docufilm. Stefano e Cristina Gheller sono la punta di diamante di una battaglia di civiltà e di dignità. E credo che il tema del fine vita rappresenti una delle più grandi ipocrisie del nostro Paese: un percorso esiste già, non ce lo stiamo inventando noi. C’è una sentenza, la 242 del 2019 della Corte costituzionale (Cappato – DJ Fabo), che è stata pionieristica, coraggiosa, sostituendosi a un Parlamento che non legiferava. Una sentenza che ha stabilito che, in casi molto specifici, non è punibile chi agevola il suicidio medicalmente assistito di una persona malata. La Corte, in questo senso, ha individuato quattro condizioni fondamentali: la persona deve essere affetta da una patologia irreversibile; deve soffrire in modo fisico o psicologico ritenuto intollerabile; deve essere tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale; deve essere pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli.”

“Ritengo, tuttavia, che sia assolutamente necessaria una legge che disciplini in modo chiaro il fine vita, rispettando le diverse sensibilità, ma garantendo tempi certi nelle risposte da dare ai cittadini e che indichi chi debba somministrare il farmaco, secondo me la sanità pubblica – ha aggiunto Zaia – Credo che anche coloro che nutrono legittime perplessità sul tema, debbano chiedere una legge che consenta un esame vero. E, coloro che, altrettanto legittimamente, si professano contrari, penso che si possano sentire più garantiti da una norma che ponga eventuali divieti.”

“Mi dispiace molto che un tema strettamente personale sia stato ideologizzato – ha concluso il Presidente dell’Assemblea legislativa veneta – Faccio un appello al Parlamento nazionale affinché produca una legge che garantisca parità di trattamento a tutti i cittadini italiani. Sottolineo una contraddizione: oggi, chiunque, quando è ancora capace di decidere, può andare da un notaio e redigere il testamento biologico per stabilire come morire, mentre non gli è consentito gestire il proprio fine vita.”

Manuela Lanzarin, Presidente della Quinta commissione consiliare, competente in politiche sociosanitarie, ha spiegato che “la proposta di legge popolare sul fine vita è stata depositata nuovamente in questa Legislatura nel mese di gennaio 2026 e assegnata alla Quinta commissione. Sono previsti sei mesi per l’approdo in Aula, ma faccio presente che la commissione non può emendare il Testo. Credo che appena chiuderemo la questione dello psicologo di base, provvederemo a incardinare il progetto di legge sul fine vita, valutando, assieme all’ufficio di Presidenza, se aprire o meno a nuove audizioni. L’obiettivo è portare il testo normativo in Aula, dove potrà essere emendato.”

“Presentiamo oggi il docufilm che racconta la storia di Stefano Gheller, ma che rappresenta anche un’importante occasione per sensibilizzare la politica su un tema essenziale come quello del fine vita.”, ha affermato la consigliera regionale Elena Ostanel, che ha ricordato che “Stefano Gheller, nella scorsa legislatura, ha portato avanti questa battaglia con grande determinazione. Oggi passa idealmente il testimone alla sorella Cristina, qui presente con noi, con l’auspicio che questo impegno possa finalmente condurre l’Aula all’approvazione di una legge per un fine vita dignitoso. Ho voluto fortemente questa proiezione, invitando tutti i consiglieri regionali in maniera bipartisan. Credo che sia arrivato il momento, anche per il Veneto, di dotarsi di una norma, come chiedono i 9 mila firmatari della proposta di legge popolare per ottenere un fine vita dignitoso. Altre Regioni hanno già intrapreso questo percorso, come la Toscana e la Sardegna, e penso che il Veneto possa essere la terza a raggiungere questo importante risultato.”

Elena Ostanel ha anche commentato la proposta normativa sul fine vita che giace in Senato: “Penso che si debba sostanzialmente ripartire da zero. Serve infatti una norma che non rappresenti un passo indietro rispetto alla libertà di scelta delle persone. I cittadini veneti, così come gli italiani, indipendentemente dal colore politico, chiedono di poter essere liberi di decidere sul proprio fine vita. Ed è un diritto, questo, che il Parlamento dovrebbe aver riconosciuto ormai da tempo.”

“Ricordo, infine, le parole pronunciate da Stefano Gheller in Consiglio regionale – ha concluso Elena Ostanel – ‘La legge sul fine vita non negherebbe libertà e diritti a nessuno; semplicemente, permetterebbe a chi lo volesse di poter esercitare questo diritto.’”


Per il consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica), “il tema non si presta a speculazioni, né a posizioni ideologiche. È una questione di libertà e, nel mio primo intervento in Consiglio regionale, ho appoggiato la battaglia della collega Ostanel in quanto credo che sui temi di libertà si debba essere tutti trasversali quanto ad appartenenza politica.”

Il Capogruppo Dem Giovanni Manildo ha ribadito come sia “nostro preciso dovere morale ed etico arrivare a una legge che disciplini il fine vita. Come rappresentanti del popolo veneto, dobbiamo garantire a tutti i diritti fondamentali. Anche perché una legge sul fine vita non negherebbe diritti e libertà a nessuno.”


Nicolò Rocco (Riformisti Veneti in Azione) ha assicurato “il voto favorevole e il massimo impegno per approdare a una legge sul fine vita, che dovrà essere frutto anche del confronto all’interno della competente commissione consiliare.”

Carlo Cunegato (Alleanza Verdi e Sinistra) ha chiarito che “siamo di fronte a una battaglia ideologica, ed è giusto che sia così. Da una parte, esiste un’etica cristiana basata sulla sacralità della vita; ma c’è anche un’etica laica che si basa sulla dignità della vita. Viviamo in uno Stato laico e i cittadini devono poter scegliere sul loro fine vita. Bisogna garantire a tutti la libertà di autodeterminazione. Anche perché una legge non toglierebbe diritti a nessuno. E sono curioso di sapere come la pensano nel merito il Presidente della Giunta regionale Alberto Stefani e l’Assessore regionale Gino Gerosa.”

Cristina Gheller ha detto che il fratello Stefano “sarebbe molto orgoglioso di questo docufilm che verrà presentato in Consiglio regionale: spero che possa fare breccia nel cuore delle persone, affinché esse tocchino con mano il dramma quotidiano di chi deve convivere con malattie degenerative, soffrendo giorno e notte. Per questo, è importante avere una legge che disciplini il fine vita. Sono fiera di portare il nome di mio fratello e di continuare la battaglia e l’impegno che Stefano ha iniziato.”

La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO

© RIPRODUZIONE RISERVATA