Comunicato Stampa: Riconoscimento e valorizzazione della lingua veneta quale patrimonio linguistico e culturale


 

(Arv) Venezia, 24 aprile 2026

Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, è stata ospitata la conferenza stampa, per la presentazione del Progetto di legge n. 36 dal titolo Modifica ed integrazione alla Legge regionale 13 aprile 2007 n. 8 “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto” finalizzato al riconoscimento e valorizzazione della lingua veneta quale patrimonio linguistico e culturale”, primo firmatario del provvedimento, Davide Lovat assieme al capogruppo Riccardo Szumski di Resistere Veneto.
Tra gli invitati hanno preso parte con il proprio contributo: Michele Brunelli, Prof. e autore di un libro sulla Grammatica della Lingua Veneta, Ettore Beggiato, ex Consigliere ed Assessore regionale e Renzo Fogliata, Avvocato penalista.
Ha moderato l’incontro il consigliere regionale Davide Lovat, il quale, nell’introdurre i lavori, ha ringraziato i numerosi presenti sottolineando fin da subito, che si tratta della prima conferenza stampa in lingua veneta, che permette di presentare l’iniziativa di legge finalizzata al riconoscimento e valorizzazione della lingua veneta quale patrimonio linguistico culturale.
Il consigliere Davide Lovat, “Fa presente che la Repubblica Italiana riconosce già 12 minoranze linguistiche e le finanzia, e il paradosso qual è: che la lingua veneta non viene riconosciuta. Intervengo in proposito, ricordando che il sottoscritto, assieme a Szumski ci siamo impegnati oltre ogni possibile, al primo bilancio approvato, per fare avere qualche decina di migliaia di euro alle associazioni di cultura veneta. Il lavoro di valorizzazione e insegnamento della lingua veneta è fondamentale. Siamo difronte a una carenza culturale come già anticipato in questi giorni, attraverso il mio comunicato stampa che riporto testualmente ‘Prendo atto delle dichiarazioni del generale Vannacci e non posso che apprezzare il fatto che una figura politica, oggi impegnata nella costruzione di una nuova formazione denominata ‘Futuro Nazionale’, esprima una devozione cristiana verso San Marco, primo evangelista. È un segnale positivo, purché sia chiaro un punto: non ci deve essere alcuna sovrapposizione con il movimento veneto per l’autodeterminazione del nostro popolo. Per noi, l’unico ‘futuro nazionale’, è quello della nascita della Terza Repubblica Veneta, dopo la Serenissima e dopo la storica Repubblica di San Marco del 1848. Ricordo inoltre, che da palazzo Ferro Fini, sede istituzionale del Consiglio regionale del Veneto, si accede da Calle Larga 22 Marzo, una data che richiama direttamente il 1848, quando Daniele Manin e Nicolò Tommaseo proclamarono la rinascita della Repubblica di San Marco. Per noi, la devozione al santo evangelista è anzitutto spirituale, cristiana, verso il patrono fondatore della Chiesa patriarcale nell’antica X Regio Venetia et Histria. Ma è anche devozione civile: nel nome di San Marco il nostro popolo ha costruito una civiltà repubblicana che per secoli è stata un faro economico, politico e culturale. San Marco, si celebra il 25 aprile da oltre mille anni. La festa italiana della liberazione vi si è sovrapposta da appena ottant’anni. Per quanto ci riguarda, prevale la devozione a San Marco: prima spirituale, poi civile. Queste precisazioni sono necessarie. Quando racconto ai miei amici indipendentisti di Barcellona che in Veneto, a causa di un’ordinanza prefettizia del 2009, è problematico recarsi il giorno di San Marco, con le insegne del leone, restano increduli. Mi dicono che nemmeno durante il franchismo si sarebbe arrivati a tanto. È una riflessione che dovrebbe far pensare’”.
Il primo relatore ad intervenire, il professore Michele Brunelli, autore del libro ‘Manual Gramaticałe del Veneto e łe so Varianti’, laureato in lingue in scienze del linguaggio alla Cà Foscari di Venezia, con un dottorato di ricerca all’Università di Amsterdam, linguista, persona esperta e grande amante del Veneto. Brunelli, parte da una lunga premessa, con riferimento alla varietà di dialetti presenti in Veneto, arrivando a toccare alcuni aspetti tipici del dialetto presente in Spagna e in Portogallo. In sostanza - dichiara Brunelli - se vogliamo che il dialetto sia parlato bisogna trovare il modo di scriverlo. Secondo Brunelli, ogni popolo deve trovare la sua strada, e ritiene di aver strutturato un libro fuori dagli schemi. Brunelli, ricorda di essere cresciuto parlando il dialetto veneto, tra la Città di Verona e Bassano del Grappa. Si sofferma sulle minime differenze di espressione che caratterizzano i dialetti e sottolinea una cosa importante: ci si va incontro, mai contrapposizione e lascia ai sociologi e giornalisti la consapevolezza di procedere in autonomia”.
Il secondo relatore ad intervenire, Ettore Beggiato, ex Consigliere e Assessore regionale, cuore pulsante dell’Associazione Veneti nel Mondo, che ricorda con entusiasmo e straordinaria partecipazione l’esperienza in Brasile, dove ha trovato condivisione e partecipazione nonché orgoglio di sentire parlare la lingua veneta, e fa presente l’avvio dei corsi di lingua veneta presso l’Università Federale di Santa Maria, situata nel cuore del Rio Grande do Sul, tenuta dal prof. Alessandro Mocellin. Beggiato, aggiunge, tra l’altro, che anche il Vangelo, è stato tradotto in lingua veneta, e ad oggi in internet sono presenti molti gruppi che scrivono comodamente in dialetto veneto, parlando di temi importanti.
Il terzo relatore ad intervenire, l’avvocato penalista Renzo Fogliata, da tanti anni impegnato nella conoscenza della Serenissima, militante della causa dell’autodeterminazione dei popoli che ha illustrato ai presenti alcuni aspetti pertinenti al sistema giudiziario, di Venezia detta ‘la Serenissima’, per la sua capacità di garantire equilibrio e stabilità, attraverso un apparato giudiziario considerato tra i più efficienti del suo tempo.
In chiusura, il consigliere Davide Lovat ha portato i saluti da parte di Riccardo Szumski, non presente alla conferenza per impegni già assunti in precedenza e si è reso disponibile a portare avanti tutti gli impegni e tutte le battaglie necessarie al riconoscimento e valorizzazione della lingua veneta quale patrimonio linguistico e culturale. Ultima battuta: W San Marco.

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