Comunicato Stampa: Vinitaly. Presidente Zaia: “Da Verona l’allarme dei produttori"


(Arv) Verona, 13 aprile 2026

“Da Vinitaly, parlando con diversi produttori e operatori, raccolgo un allarme molto serio: la crisi di Hormuz non è una vicenda lontana, ma un problema che sta già colpendo in modo diretto anche il Veneto. Ci sono navi cariche di prodotti della nostra economia ferme lungo quella rotta strategica, con milioni di euro di merci bloccate, consegne sospese e aziende lasciate nell’incertezza”.
Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, da Vinitaly, in corso a Verona dal 12 al 15 aprile 2026, mentre nell’area di Hormuz il traffico commerciale risulta fortemente condizionato dalla crisi geopolitica internazionale.
“Quando si inceppa Hormuz non si blocca soltanto una rotta energetica decisiva per il mondo: si fermano container, forniture, pagamenti e programmazioni commerciali costruite in mesi di lavoro. Il Veneto è una regione che esporta, che compete sui mercati internazionali. Qui a Veronafiere sto raccogliendo la preoccupazione concreta di chi vede spedizioni ferme, clienti in attesa e un danno economico che rischia di aggravarsi di ora in ora”, aggiunge il presidente Zaia.

“Il punto non riguarda soltanto il vino, pur essendo Vinitaly il luogo simbolico in cui oggi questo allarme emerge con grande evidenza. Riguarda l’intero sistema produttivo veneto, che vive di manifattura, agroalimentare, relazioni commerciali e affidabilità logistica. Se si allungano i tempi, se aumentano in modo improvviso i costi di trasporto e se cresce l’instabilità nell’area del Golfo, il contraccolpo può diventare pesantissimo. Serve un’iniziativa internazionale immediata, forte e credibile, per ristabilire condizioni di sicurezza e piena libertà di navigazione. L’Europa non può assistere in silenzio mentre le sue imprese pagano il prezzo di una crisi che ogni giorno diventa più grave. Difendere le rotte commerciali significa oggi difendere il lavoro, l’export e la tenuta di territori produttivi come il Veneto”, termina Luca Zaia.

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