Sospese le ricerche di Eugenio Gusmeroli. L’uomo ripreso dalle telecamere a Gravedona

L’uomo era stato ripreso dalle telecamere del pronto soccorso e nei pressi dell’hotel Regina. Fratello: ’Continuiamo a cercarlo’. Solidarietà della comunità.

Cosio Valtellino

Si fermano momentaneamente le ricerche di Eugenio Gusmeroli, 68 anni, scomparso da oltre una settimana. L’ultimo avvistamento certo risale alla serata di giovedì 15 gennaio, quando l’uomo è stato ripreso dalle telecamere del pronto soccorso di Gravedona, dove era stato portato in ambulanza da Regoledo per medicare alcune ferite, e successivamente da una telecamera di sorveglianza poco sotto l’ospedale. Nella stessa serata Gusmeroli è stato ripreso anche dalle telecamere nei pressi dell’hotel Regina, sempre a Gravedona. Indossava una tuta e una maglia nere e una camicia a scacchi bianchi e neri. Da quel momento, più nulla. I familiari, che da giorni stanno cercando Eugenio senza sosta, sono stati protagonisti mercoledì anche della trasmissione televisiva ‘Chi l’ha visto?’. Le ricerche ufficiali, condotte nella zona dell’Alto Lario con il supporto della Protezione civile di Dongo, dei carabinieri e dei vigili del fuoco, non hanno purtroppo portato ad alcun esito e sono state al momento sospese in attesa di nuovi elementi utili.

A raccontare l’amarezza della famiglia è il fratello Emilio: «Oggi sono state fatte ricerche partendo dall’ultimo punto noto, ma senza successo» dice Emilio. «Finché non emergeranno aggiornamenti concreti, le operazioni ufficiali si fermano, mentre noi familiari continuiamo». La famiglia dispone ora di alcuni fermo immagine delle telecamere che ritraggono Eugenio al pronto soccorso e in una zona vicina al ponticello sotto l’ospedale di Gravedona, nei pressi del campo sportivo. «Avevamo molta fiducia – prosegue Emilio – ma anche oggi siamo tornati indietro senza notizie. Siamo sconsolati: ogni volta partiamo con un po’ di speranza e poi nulla».

Non manca però la solidarietà della comunità: «Anche i cittadini stanno collaborando. La speranza è di trovarlo magari rifugiato in qualche campeggio, in un garage o in una seconda casa chiusa in questo periodo». Sulla vicenda interviene anche il sindaco Giorgio De Giobbi, che esprime la vicinanza dell’amministrazione e dell’intero paese: «Siamo tutti in apprensione perché è una persona che conosciamo bene, con cui ho anche lavorato in passato nella stessa impresa. Immagino l’angoscia dei familiari, visto il tempo che è trascorso dalla scomparsa. Ci auguriamo davvero di poter assistere a sviluppi positivi».

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