Cronaca / Sondrio e cintura
Sabato 24 Gennaio 2026
Omicidio di Emilia Nobili: perizia psichiatrica sul marito reo confesso
L’uomo era già stato allontanato dalla casa di Poggiridenti per maltrattamenti domestici
Poggiridenti
Il caso di Emilia Nobili, 75 anni, uccisa dal marito la notte tra il 31 luglio e il 1° agosto 2025 nella loro abitazione di Poggiridenti, continua a essere al centro dell’attenzione giudiziaria e dell’opinione pubblica valtellinese. A distanza di cinque mesi dal femminicidio, il procedimento entra ora in una fase delicata, legata agli accertamenti sulle condizioni psichiche dell’omicida reo confesso. Quella notte di inizio agosto, l’uomo, dopo aver colpito a morte la moglie con un coltello da cucina, si era allontanato dall’abitazione e si era successivamente consegnato alle forze dell’ordine, ammettendo le proprie responsabilità. L’autopsia disposta dalla Procura di Sondrio aveva restituito un quadro di estrema violenza: numerosi fendenti inferti al torace e all’addome avevano raggiunto organi vitali, causando una morte rapida e confermando la ferocia dell’aggressione. La vicenda aveva profondamente scosso la comunità. Emilia, ex insegnante in pensione, era da tempo vittima di maltrattamenti domestici.
Nell’ottobre del 2024 aveva denunciato il marito, che era stato arrestato per la violazione del divieto di avvicinamento. In seguito, una condanna a un anno e sei mesi di reclusione, con pena sospesa, aveva consentito all’uomo di tornare in libertà. Nonostante le preoccupazioni del figlio Karim, la donna aveva deciso di riaccoglierlo in casa, nella speranza di ricostruire il rapporto e probabilmente, stando al racconto di chi le stava vicino, plagiata dal suo carnefice. Alla fine dello scorso anno la Procura ha disposto una perizia psichiatrica sull’omicida, con l’obiettivo di accertarne la capacità di intendere e di volere al momento del delitto. Un passaggio cruciale per l’inquadramento giuridico della vicenda e per le future scelte processuali. Il perito incaricato, nelle scorse settimane, ha chiesto una proroga dei termini per la consegna della relazione, allungando i tempi di attesa per una valutazione ritenuta determinante.
Nel frattempo, il fascicolo dell’omicidio ha cambiato titolarità. Dopo il trasferimento del sostituto procuratore Chiara Costagliola, il procedimento è stato affidato al collega Daniele Carli Ballola, che sta seguendo l’evoluzione degli accertamenti e coordinando le attività investigative in vista delle prossime decisioni. Resta sospesa anche la posizione del figlio della vittima, Karim, assistito dall’avvocato Cristina Bordoni, in attesa degli esiti della perizia e delle determinazioni che la Procura assumerà sul prosieguo del procedimento. Una situazione che prolunga il dolore e l’incertezza per i familiari di Emilia. Il femminicidio di Poggiridenti resta un caso emblematico, che riporta al centro il tema della violenza domestica e delle difficoltà di proteggere efficacemente le vittime nonostante denunce e provvedimenti giudiziari. Un dramma che, a mesi di distanza, continua a interrogare le istituzioni e la coscienza collettiva.
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