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Giovedì 19 Febbraio 2026
Arianna Fontana nella leggenda: Berbenno in festa per la 14esima medaglia
La campionessa dello short track entra nella storia e il suo paese la celebra tra orgoglio e attesa per l’ultima gara olimpica, i 1.500 metri.
Berbenno di Valtellina
Era leggenda prima di queste Olimpiadi, in quanto azzurra più medagliata di sempre. Lo è diventata, a maggior ragione, nei giorni passati, al raggiungimento della 13esima medaglia, al pari dello storico schermidore Edoardo Mangiarotti. Dopo ieri sera lo è ancora di più, se si può dire. Anzi, d’ora in avanti lo sarà per sempre.
Già, perché con 14 medaglie a cinque cerchi difficilmente Arianna Fontana potrà essere eguagliata nel giro di pochi anni. Non solo in Italia, peraltro: a livello mondiale è entrata di diritto nel ristretto gruppo di Campioni. Sì, proprio quelli con la C maiuscola, dall’alto dei loro 14 (e passa) podi olimpici.
In tutto questo, un ruolo decisamente non secondario lo riveste Polaggia, il borgo natale, il luogo dove tutto ha avuto inizio. Le 14 medaglie conquistate nell’arco di vent’anni, dunque, sono a pieno titolo un po’ anche dei compaesani di Arianna, che da Olimpiadi invernali di Torino 2006 a oggi mai hanno smesso di sostenerla e di farle sentire tutto il loro calore.
Così è stato ancora una volta ieri sera, nella sala Quattro Torri, con tanto di campane a festa dopo lo storico argento nella staffetta femminile. «Un record assoluto: ne siamo orgogliosissimi. Noi siamo sempre con lei. Dico davvero: sempre. Cioè quando le cose non vanno per il verso giusto (il riferimento è al podio sfiorato lunedì pomeriggio nei 1.000 metri, ndr) e, naturalmente, quando arrivano risultati del genere, frutto del talento di Arianna e delle sue compagne di squadra». Il sorriso sul volto di Valerio Fumasoni, sindaco di Berbenno di Valtellina, esprime meglio di tante parole le emozioni provate dal paese dei record. «Ora stiamo per metterci al lavoro con le associazioni e con il Fan Club per organizzare l’accoglienza della nostra campionessa». Viste le premesse, già si può dire: sarà qualcosa di storico.
Tra i sostenitori presenti nel salone parrocchiale di Berbenno, ieri c’era un gruppo davvero speciale: il Gruppo della Gioia di Talamona, da sempre al fianco di Arianna. La presenza dei ragazzi e dei loro educatori ha portato davvero bene. «Siamo felicissimi di essere qui. Noi siamo davvero affezionati ad Arianna e la ringraziamo per il suo sostegno, grazie al quale possiamo fare tante iniziative».
Sempre in trasferta da Talamona, non ha voluto mancare alla serata storica nemmeno Giulio Gusmeroli, atleta paralimpico, medaglia di bronzo nei 5.000 metri a New York 1984 e in gara anche a Seul 1988, Barcellona 1992 e Atlanta 1996. Da campione (Giulio) a campionessa (Arianna), l’intesa è davvero vincente. «La cosa importante è partecipare ed esserci: sono ricordi indelebili».
Tornando al record di Fontana, di fronte a quattordici medaglie non c’è molto altro da dire. «Era un record che, secondo me, Arianna aveva nella testa prima di queste Olimpiadi, anche se non ce l’ha mai voluto dire. È arrivata pronta all’appuntamento a cinque cerchi, finora ha dato il massimo e i risultati — è incontestabile — ancora una volta la premiano». Così commenta l’oro e i due argenti fin qui conquistati Luca Fumasoni, presidente del Fan Club.
«Quattordici medaglie che pesano tanto, che davvero riempiono d’orgoglio un paese come Berbenno e che ci dicono la grandezza della nostra campionessa: sarà per sempre nella storia dello short track. Anzi, dello sport italiano».
Ma la festa non è ancora finita: domani sera è il turno dei 1.500 metri femminili. Il ritrovo, manco a dirlo, è sempre alla sala Quattro Torri a partire dalle 20.15.
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