Sport / Lecco città
Mercoledì 04 Febbraio 2026
Calcio, il dietro le quinte del Lecco: gli allenamenti scientifici di mister Valente
Un team di esperti studia ogni aspetto del gioco, dalla preparazione atletica all’analisi video, per trasformare la fase difensiva in un’opportunità offensiva. E si parla multilingue.
Lecco
Guardare il Lecco che si allena è un’esperienza. Si può essere critici o meno, poi, la domenica, sull’operato della squadra in campo, ma gli allenamenti di Federico Valente e di tutto il suo staff sono un modo di vedere il calcio con le lenti di uno scienziato. È un allenamento «scientifico».
Diego Montecchio si occupa di osservare i comportamenti dei singoli giocatori sulla “scacchiera” bluceleste con l’aiuto di Martin Kiener e Stefano D’Audisio. Carlo Zotti si occupa dei portieri, ma anche, in maniera maniacale, di tutti i calci fermi e degli schemi difensivi (ma non solo) su calcio fermo.
Francesco D’Alessandro e Alessandro Montanari, preparatori atletici, sono pronti a osservare gli sviluppi “fisici” dei giocatori, i loro problemi, le loro capacità... Intanto William Luzi con le sue telecamere 3D si occupa di riprendere le azioni salienti dell’allenamento, visionarle, in primis, poi portarle nella sala video e commentare le azioni insieme al mister e con tutto lo staff.
Un lavoro di squadra non solo da parte dei giocatori ma anche e soprattutto da parte dello staff di Valente che è un “manager” dello spogliatoio. Ognuno ha un ruolo preciso. Montecchio ha anche quello di sostituirsi a Valente quando perde la voce. In fondo hanno stesso timbro e sicurezza stentorea nel richiamare agli ordini i blucelesti, nonostante Montecchio sia un venticinquenne come tanti suoi “sottoposti”. Eppure l’armonia regna sovrana. I giocatori vanno a mille, in campo. Ogni partitella, ogni “gioco” tattico, ogni esercizio è svolto con serenità, impegno e, osiamo dire, con gioia, nonostante la fatica e l’impegno siano ai massimi livelli. Un allenamento che è una sinfonia di sudore, urla, pallonate, tackle, tiri, lanci, assist, ma soprattutto di condivisione dell’obiettivo. Si parla italiano, ma anche tedesco, francese e inglese.
Gli “ordini” vengono impartiti come in una multinazionale nella quale tutte le affiliate lavorano per uno stesso fine: vincere. Perché già dall’allenamento Valente insegna una cosa sola, in fondo: offendere, andare a fare gol. E ogni azione ha quel fine, pur se non si è in possesso di palla. È tutto strutturato in modo che se si riprende possesso della sfera, si riesca a trasformare l’azione da difensiva a offensiva. E i pop-corn, i giocatori, messi in questo grande microonde che è il training, l’allenamento valentiano, sembrano davvero sul punto di esplodere. Certezze che si riesca a farlo centrando tutti gli obiettivi non ce ne sono. Per fortuna il calcio è ancora imprevedibile, ma tutto il resto questo staff cerca di renderlo prevedibile, anzi, previsto, persino gli infortuni. Ma aprire il capitolo “terreno di gioco” è una variabile purtroppo indipendente dallo staff.
© RIPRODUZIONE RISERVATA