Calcio, il Lecco pareggia in zona Cesarini

Il Trento domina a lungo, ma il Lecco resiste e strappa l’1-1 nel finale con Marrone. I blucelesti restano così in piedi e guardano avanti

Lecco

Un punto guadagnato e un pizzico di fortuna, in quel di Trento per il Lecco più “sperimentale” del campionato. Un uno a uno in piena zona Cesarini forse meritato, ma anche casuale. Come d’altronde era stato casuale, e anch’esso su azione da calcio d’angolo, il gol del Trento al 38’. Il Trento però può recriminare una partita giocata per almeno 70’ in totale controllo, con grandi parate di Furlan e una traversa. Dopo il gol ha commesso l’errore di ritrarsi, ha subito un palo (Pellegrino), e un gol (di testa Marrone). Alla fine tutti contenti, ma il Lecco di più.Mister Valente sorprende tutti, anche i suoi giocatori, scegliendo Mihali come braccetto sinistro, salvo poi metterlo a destra appena capisce che Chinetti lo salta regolarmente. Ma mettere Anastasini sulla stessa catena, la sinistra, come aveva fatto il tecnico italo svizzero a inizio gara, è quasi da suicidio: due giovani, uno leggerissimo (Anastasini) che devono fermare una delle migliori esterne offensive del torneo, è troppo. Anche un “genio” tattico come Valente rischia se fa di questi errori. Troppa sregolatezza. E anche l’invenzione di Basili al posto di Sipos è un po’ “too much”, sempre se Sipos non fosse in condizione di giocare, cosa che però in presentazione di gara non era stata detta. Certo mancavano ben sei possibili titolari: Ndongue, Battistini, Kritta, Romani, Voltan, Grassini e alla fine si è fatto male anche Mallamo (gli si è incastrato il piede nel terreno e ci ha fatto leva sopra, infortunio tutto da valutare). Ma schierare una formazione tutta dubbi (almeno per chi la vede da fuori) e niente certezze, è stato un rischio. Non calcolato. Infatti per tutta la gara, fino agli aggiustamenti del 65’ e 70’, il Lecco aveva collezionato tre miracoli di Furlan e una traversa colta da Fossati. E non aveva mai tirato in porta se non in apertura con Anastasini contrato in angolo… Troppo poco anche per un Lecco in difficoltà e senza titolari. Vero che nessuno ha potuto vedere i vari Sipos, Furrer (poi entrato), Alaoui, Ferrini, Lovisa, in allenamento… ma piuttosto che mettere tutti quei giovani senza un contesto di “esperti” importante, è stato un azzardo: basti dire che in campo c’erano tre 2006 (Anastasini, Mihali, Rizzo), due 2004 (Basili e Pellegrino), e un 2001 (seppur esperto come Metlika). Di movimento esperti c’erano Zanellato, Tanco, Marrone e Bonaiti. Insomma, è andata bene. Una cosa è inserire giovani in un contesto “protetto” come sempre ha fatto finora Valente e un’altra cosa è preferire la “gamba” a tutti i costi, ovvero la vivacità, la freschezza. A meno che, e questo pensiero è balzato un po’ a tutti, Valente abbia visto in alcuni “vecchi”, soprattutto contro l’Inter, un po’ di rilassatezza, di mollezza, di “gambetta” (nel calcio “braccino” non ci sta come nel tennis). Insomma, il Lecco ha salvato la partita, viva il Lecco. Ma l’impressione, nelle ultime due partite, è che i sostituti che erano già in casa, non siano all’altezza dei titolari. Per fortuna ci sono i nuovi. È arrivato Parker ed è entrato bene, Duca si sta riprendendo, mentre a Basili bisogna trovare un ruolo. Da prima punta non ha convinto anche se sono solo due partite che la fa. E Konatè potrebbe essere la vera sorpresa. Il pareggio consente di guardare al futuro con ottimismo e di non aprire la crisi che si intravedeva al 38’ della ripresa.

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