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Mercoledì 25 Febbraio 2026
Calcio, Lecco: ricorso contro il divieto di trasferta a Brescia
Il Lecco ha presentato ricorso al TAR contro il provvedimento imposto ai propri tifosi per la partita di sabato a Brescia. “Desideriamo tutelare i nostri diritti e il regolare svolgimento del campionato”, afferma il presidente Aliberti
Lecco
La Calcio Lecco 1912 non ci sta e questa mattina ha comunicato che, nell’interesse della società stessa, dei suoi tifosi e del corretto svolgimento delle competizioni, «è stato presentato ricorso nelle sedi competenti avverso la decisione del prefetto della Provincia di Brescia che, con provvedimento comunicato in data martedì 24 febbraio, ha imposto il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Lecco per l’incontro Union Brescia-Calcio Lecco 1912 valido per la 29a giornata del girone A del campionato di Serie C Sky Wifi 2025/26, che si disputerà domenica 28 febbraio alle 14.30 allo stadio Rigamonti di Brescia». Insomma, una protesta che, anche se ha poche speranze di trovare accoglimento, afferma forte e chiaro il diritto dei tifosi del Lecco di poter andare a vedere una gara di cartello. Brescia-Lecco a porte chiuse per i blucelesti è, sportivamente, un favore troppo grande fatto alla squadra Union Brescia, oltre che un danno economico per entrambe le società per il mancato incasso di 800-1000 spettatori che sarebbero potuti venire da Lecco. Inoltre gli scontri di Gorgonzola non sono stati provocati da tifosi del Lecco, ma dai tifosi della Giana (anche se c’è ancora qualche dubbio sulla loro origine), che hanno provocato la reazione degli Ultras blucelesti aggrediti. E con il Brescia, anche se le due tifoserie non si amano e, anzi, hanno sempre cercato di venire a contatto, non succede nulla da tre anni a questa parte.
Aniello Aliberti, presidente del Lecco, è molto chiaro al proposito: «Nel massimo rispetto di chi opera a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza, abbiamo deciso di presentare ricorso nell’interesse della Calcio Lecco 1912 e delle centinaia di tifosi che vorrebbero seguire la squadra in questa trasferta. Riteniamo che giocare una partita così importante senza i nostri tifosi risulti un grande svantaggio anche in termini sportivi. Desideriamo tutelare i nostri diritti e il regolare svolgimento della competizione: lo spettacolo del calcio non deve essere precluso a chi è, a tutti gli effetti, parte attiva di questo sport».
Non solo quando sono stati i tifosi del Lecco a essere stati impediti nell’andare in trasferta si è levato da Lecco un grido di protesta. Molte volte è successo che i tifosi del Lecco sono stati “fermati”, mentre a Lecco sono sempre venute tutte le tifoserie senza problemi. La libera circolazione delle persone è uno dei diritti più importanti sanciti dalla Costituzione. Certo, ci si può chiedere se valga la pena dover allestire costosi apparati di sicurezza, per impedire alle tifoserie più scatenate di venire a contatto, ma il diritto di libera circolazione vale, a nostro parere, questo sacrificio. Gli strumenti legali per fermare i facinorosi ci sono (dal Daspo in poi), ma che intere famiglie, giovani, giovanissimi e nonni non possano andare a Brescia perché le due Curve non si amano è una sconfitta innanzitutto sociale e poi sportiva.
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