Il Tour de Suisse raddoppia in Valtellina. Anno di sosta per il Giro

Gigi Negri, referente provinciale del progetto Cicloturismo, lo racconta a “Una Valle Olimpica” su Unica Tv: «Gli svizzeri sono entusiasti. La corsa il prossimo anno punterà sul Sondriese»

Sondrio

Il 2026 sarà l’anno del Tour de Suisse in Valtellina, l’evento che segnerà la prossima stagione del cicloturismo provinciale. Lo ha confermato Gigi Negri, referente provinciale del progetto Cicloturismo, all’interno della trasmissione “Una Valle Olimpica” in onda su Unica Tv - canale 75, che ha annunciato una trattativa ormai in fase avanzata.

«Incontrerò i responsabili svizzeri per chiudere la trattativa e portare uno-due giorni di gara qui da noi» spiega Negri, sottolineando come l’obiettivo sia valorizzare il territorio del Sondriese, rimasto finora ai margini dei grandi appuntamenti. La corsa elvetica, quarta al mondo dopo Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta, ha già mostrato il suo potenziale nell’arrivo di Piuro lo scorso giugno. L’entusiasmo degli organizzatori svizzeri per quella tappa, resa iconica dal podio allestito sotto le cascate dell’Acquafraggia, ha aperto la strada a una collaborazione più solida. «Sono rimasti entusiasti. La televisione svizzera ha registrato dati altissimi, la scenografia era eccezionale» ricorda Negri. Da quella serata – conclusa, come lui stesso racconta, con una cena nei crotti che ha “sciolto” gli interlocutori elvetici – è nata l’idea di riportare la corsa in provincia con un progetto più ambizioso. Il ritorno del Tour de Suisse assume un peso ancora maggiore alla luce della pausa del Giro d’Italia. Il tracciato 2026, che sarà ufficializzato il primo dicembre, non passerà dalla Valle. «Mi spiace dirlo, ma un anno di pausa ci sta» afferma Negri, ricordando che la Valtellina ospita quasi ininterrottamente eventi legati al grande ciclismo dal 2004. La macchina organizzativa è però già attiva per una candidatura “di rilievo” per il 2027.

Il resto dell’anno conferma la solidità del cicloturismo come leva turistica primaria. Le chiusure dei passi dell’Enjoy Stelvio, con le sue diciotto date, hanno superato le venticinquemila presenze nel 2024, con oltre il 60% di stranieri. «Arrivano, si fermano più giorni, fanno Stelvio, Gavia, Mortirolo. È un turismo che porta ricchezza e allunga la stagione» spiega Negri. In Alta Valle, per la prima volta, le presenze estive hanno pareggiato quelle invernali, merito anche dell’impegno degli operatori turistici che si sono dotati di servizi specifici per ciclisti. La forza del territorio, però, passa soprattutto dalle immagini trasmesse in tutto il mondo. «Il ciclismo valorizza il territorio. Il Giro è in Mondovisione in 199 Paesi» ricorda Negri, citando casi come quello dei laghi di Cancano, divenuti meta ambita dopo le riprese televisive. Persino un’agenzia israeliana ha chiamato per organizzare un tour ciclistico dopo aver visto quelle immagini. Il futuro, quindi, parla svizzero.

Con due giorni del Tour de Suisse in provincia, con ogni probabilità il 16 e 17 giugno, un territorio rimasto a lungo ai margini dei grandi arrivi come Sondrio potrà finalmente tornare al centro della scena internazionale. Ed è chiaro che il 2026 ciclistico, pur senza Giro, sarà tutt’altro che un anno di transizione

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