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Martedì 24 Febbraio 2026
Sondrio, parla mister Brognoli: «Il mio esonero? Decisione extra campo»
Stefano Brognoli non crede che la scelta della società sia legata all’andamento in campionato. «Penso fosse una decisione già presa prima della partita, aspettavano solo un passo falso, perché sennò è inspiegabile».
Sondrio
Una decisione improvvisa e legata, più che ai risultati, che comunque avevano riportato il Sondrio in lizza per un posto nei playout prima del ko contro il Pavia che ha rallentato la corsa biancazzurra, a dinamiche esterne al campo: questo il pensiero di mister Stefano Brognoli sul suo esonero, arrivato nel pomeriggio di domenica dopo l’1-2 casalingo proprio contro il Pavia.
L’ex tecnico della formazione del capoluogo è stato ospite, lunedì sera, della trasmissione di BepiTv “D-Time” dove ha parlato di quanto accaduto negli ultimi giorni. «L’esonero? – ha spiegato proprio mister Brognoli –. È stata una cosa improvvisa. I miei pensieri li ho, ma sono sereno per il lavoro che ho fatto. Mi dispiace perché eravamo lì, si era ridata una speranza e i ragazzi ci credevano».
Fatale all’allenatore è stata la sconfitta maturata con il punteggio di 1-2 alla Castellina domenica contro il Pavia, ma Stefano Brognoli, andando un po’ più in profondità a quelli che sono i suoi pensieri, sottolinea come dietro alla decisione del presidente Michele Rigamonti e della società biancazzurra, ci possano essere altre motivazioni: «Sono stato allontanato perché ho osato troppo? – così ha proseguito Stefano Brognoli nel corso della trasmissione di BepiTv –. Io penso che la decisione non sia legata ai risultati, ma sia una cosa extra campo, altrimenti non mi spiego il motivo. Penso fosse una decisione già presa prima della partita, aspettavano solo un passo falso, perché sennò è inspiegabile. I ragazzi non l’hanno presa bene, erano affranti».
Stefano Brognoli, poi, nel corso del programma “D-Time” ha portato alla luce un aspetto che era stato evidenziato anche da mister Marco Amelia dopo la sua separazione dal Sondrio e cioè quello di dover svolgere più compiti, anche quelli non propriamente demandati a un primo allenatore di una squadra di calcio, specialmente di serie D: «Abbiamo fatto un lavoro davvero tosto – ha spiegato sempre Brognoli –, stavo anche facendo l’allenatore dei portieri. L’unico mio rammarico è quello di non poter portare a termine la stagione».
Stefano Brognoli ha debuttato alla guida del Sondrio sul campo del Ciserano, incassando un’immeritata sconfitta con il punteggio di 2-1 contro la Virtus Ciserano Bergamo. Nel complesso, il tecnico ha guidato il Sondrio per 14 partite e il suo bilancio recita quattro vittorie (i 2-1 esterni sul Caldiero e sulla Castellanzese, il 2-0 sempre fuori casa contro la Varesina e il 4-1 casalingo sulla Vogherese), tre pareggi (il 2-2 contro il Breno e gli 1-1 contro Oltrepò e Real Calepina) e sette sconfitte (oltre a quella già citata contro la Virtus Ciserano Bergamo, le altre sono arrivate contro Brusaporto, Scanzorosciate, Villa Valle, Leon e Pavia, con l’aggiunta della gara contro la Folgore Caratese, pareggiata 1-1 sul campo, ma per la quale è arrivato lo 0-3 a tavolino per aver schierato lo squalificato Ramiro Ferreira).
Ora, archiviata l’esperienza in Valtellina, l’allenatore che in serie D ha guidato anche Pontisola, Brusaporto e Sant’Angelo Lodigiano, guarda al futuro. «Intanto sono sereno perché vado via con la consapevolezza di aver fatto un buon lavoro avendo dato tutto – ha concluso Brognoli ai microfoni di “D-Time” –. Mi piacerebbe intraprendere un percorso dall’inizio e non a stagione in corso».
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