Trasferte vietate ai tifosi del Lecco

Il Casms, Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive, avrebbe deciso, ma manca ancora l’ufficialità, lo stop per i tifosi del Lecco in trasferta nelle prossime tre gare in programma lontano dalle mura amiche.

Lecco

Altro che trasferte a rischio, per i tifosi del Lecco. Trasferte vietate. Ben tre. Quella di Brescia, poi Arzignano e quindi Pro Patria. Dunque 28 febbraio per Brescia, 7 marzo per Arzignano e 22 marzo per Busto Arsizio. Dopo essere finiti sotto l’occhio dell’Osservatorio delle manifestazioni sportive, per le reazioni avute alle provocazioni arrivate dai tifosi della Giana Erminio dopo Giana-Lecco 0-1 dello scorso 11 febbraio, nel momento del deflusso dallo stadio “Città di Gorgonzola”, quando i nostri tifosi sarebbero stati aggrediti da quelli della Giana e dunque avrebbero reagito, sono arrivate anche le determinazioni del Casms, dopo la determina numero 7 del 16 febbraio dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. In pratica il Casms, Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive, avrebbe deciso, ma manca ancora l’ufficialità, lo stop per i tifosi del Lecco in trasferta nelle prossime tre gare in programma lontano dalle mura amiche.

Un danno sportivo, perché il sostegno dei tifosi blucelesti è stato spesso decisivo in trasferta, dove il Lecco ha spesso giocato in casa proprio grazie al loro apporto, ma anche un danno economico perché il 15 per cento dell’incasso in trasferta va al Lecco. E in piazze che non arrivano a 500 spettatori, se ne aggiungevano altrettanti provenienti da Lecco. Una disdetta, insomma. Per valutare l’ingiustizia del provvedimento, basti pensare che non riguarda solamente le frange più calde della tifoseria, ma tutti i tifosi residenti in provincia di Lecco senza distinzioni. Questo può andare bene a certe società senza seguito, ma per il Lecco che, oltre a una maggioranza che va in Curva, portava in trasferta altre decine e decine di supporter più moderati, magari di mezza età, o giovanissimi, va molto meno bene. Ma tant’è.

Il Viminale ha dato un chiaro «giro di vite» a qualsiasi sommovimento, o tentato sommovimento, dell’ordine costituito non solo in ambito sportivo. Basti pensare che, dopo gli scontri tra tifosi precedenti e seguenti a Pro Vercelli-Novara, i tifosi del Novara sono stati “blindati” fino a fine stagione. Non potranno venire a Lecco come in nessun altro stadio fino a fine campionato, resta da capire per i novaresi se play-off compresi o meno. A nulla serve ricordare che per episodi molto più gravi nel passato non si è mai giunti a vietare trasferte in serie. Anche i vicentini a Verona, questa domenica, potranno andare ma solo se in possesso della Fidelity Card e solo nel settore ospite. Cosa che si ripeterà, ma per i tifosi del Trento, in Vicenza-Trento del 3 marzo prossimo... Tempi duri per le tifoserie organizzate, ma anche per i singoli tifosi che vogliono solo guardarsi la partita dal vivo magari dalla tribuna.

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