Il saluto di Davide in musica. «Una mazurca suonata da lui»

L’omaggio sul sagrato delle Fisarmoniche per ricordare l’amico e il suo grande talento

L’ultima nota è stata la sua. Quella riecheggiata sul sagrato della parrocchiale di San Martino, mercoledì pomeriggio, al termine della funzione funebre per Davide Boselli, 20 anni, di Tirano, morto in seguito a un incidente stradale in moto, che ha salutato i suoi cari e la fiumana di persone accorse al funerale, con uno di quei motivetti, una mazurca, che sapeva trasformare in pezzi unici, per via del suo talento musicale.

Note pulite, schiette, simpatiche, che ascolti e ti rimandano alle feste di paese, fatte di danzatori improvvisati, di valzer e mazurche e fatte, soprattutto, di cose semplici.

Semplicità e profondità. Come le virtù che erano di Davide Boselli, fisarmonicista per passione e che, mercoledì, è stato salutato con tutti i crismi dagli amici delle “Fisarmoniche Valtellina”, di cui faceva parte, che si sono ritrovati, tutti, in chiesa, per l’ultimo saluto.

«Nessuno di noi, però, se l’è sentita di suonare, perché eravamo annichiliti dal dolore - assicura Giliola Ambrosini, presidente dell’associazione -, per cui abbiamo chiesto a Lorenzo Baruffaldi, primo presidente del sodalizio, di intonare alla fisarmonica l’Ave Maria in chiesa, mentre noi, insieme al maestro di Davide, Doriano Ferri, ci siamo accomiatati dal nostro giovane amico all’esterno, sul sagrato».

L’aveva detto, alla vigilia della funzione funebre, la presidente, che non avrebbe lasciato andare via Davide senza accompagnamento musicale, e così è stato. «Ho preparato un breve saluto - dice Ambrosini - e poi abbiamo dato spazio alla mazurca di Davide. Pezzo che non è stato facilissimo reperire, ma alla fine una bella registrazione l’abbiamo trovata. Ed è stato commovente, per noi, partecipare al dolore dei congiunti di Davide e, in particolare, vedere il papà Gerardo, alzare gli occhi al cielo in cerca del suo amato figlio, non appena sono risuonate le prime note. Mai potremo dimenticare quel gesto e quel momento».

Sono stati tre minuti da brividi, in cui la folla ha rivissuto la giovinezza, l’entusiasmo e l’impegno di questo ragazzo che non sono persi, ma vivono in una dimensione diversa.

«Oggi i nostri occhi piangono, le nostre mani tremano, le nostre fisarmoniche tacciono - ha detto Ambrosini -, ma come in tutti i concerti è arrivato il momento del tuo brano da solista. Ti salutiamo sulle allegre note della tua “fisa”. Ciao Davide».

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