Cronaca
Venerdì 27 Febbraio 2026
Bulciago, camionista morto schiacciato: nessun colpevole per la giustizia
Il tribunale di Monza ha scagionato i due imputati francesi per omicidio colposo. La tragedia avvenne nel 2021 a Cesano Maderno. I familiari restano senza indennizzo dopo la sentenza.
Bulciago
La responsabilità della morte di Furio Ambrogio Frigerio, camionista di Bulciago morto schiacciato da un blocco di gomma piuma di oltre 400 chili, cadutogli addosso quando ha aperto il cassone del mezzo, dopo un viaggio di oltre mille chilometri, non va cercata in Francia, dove aveva effettuato il carico. Il tribunale di Monza, infatti, ha assolto i due imputati finiti a giudizio per omicidio colposo: Cyrill Trottier e Patrick Fin, cittadini francesi, difesi dall’avvocato Luca Della Casa del foro di Milano. Si tratta rispettivamente del rappresentante dell’azienda transalpina da cui proveniva il materiale, e del mulettista che aveva riempito la parte posteriore dell’autocarro. Per il secondo, la stessa pubblica accusa aveva chiesto l’assoluzione. Non ci son dunque colpevoli, per la tragedia avvenuta nel novembre 2021 all’Eurofed, azienda che tratta residui di poliuretano espanso, esportandoli in tutto il mondo, nell’area industriale di Cesano Maderno. Qui il 50enne di Bulciago, che all’epoca del fatto si era trasferito da pochi mesi a Valmadrera, era morto schiacciato dal peso del materiale al momento dell’apertura del portellone, dopo un lungo viaggio iniziato oltreconfine.
In un primo momento, per questa vicenda, erano stati indagati anche i titolari della ditta di trasporti di Novedrate per cui prestava servizio Frigerio, e di quella in cui doveva avvenire lo scarico, ma le loro posizioni sono state archiviate nel corso dell’inchiesta. La procura ha spostato il focus su eventuali negligenze avvenute in Francia, al momento del carico, ma la tesi non si è rivelata abbastanza solida. E, al momento, restano ancora senza risarcimento le parti civili costituite, ossia la moglie e i due figli dell’autotrasportatore, ai quali resta la via della causa civile, anche se, alla luce del verdetto del tribunale penale, resta una battaglia legale dagli esiti piuttosto incerti.
L’uomo risiedeva da due mesi a Valmadrera, in via Concordia 16. Proveniva dalla Valsassina, dove aveva abitato nel precedente periodo: tutta la sua famiglia è, però, di Bulciago.
Qui Frigerio era conosciutissimo per l’attività del padre, soprannominato Trescan (dalla località Trescano) che dagli anni 50 era stato uno dei primi autotrasportatori locali a battere le rotte europee, fino all’Inghilterra e ritorno. Furio (così come il fratello) ne aveva seguito le orme, salvo una breve parentesi in cui aveva avviato un’attività in proprio, cioè un bar a Lecco, in via Col di Lana. A Bulciago, Frigerio aveva maturato l’impegno anche politico, fino a organizzare una lista per le elezioni comunali del 2009. Aveva militato nel centrodestra, tra Fratelli d’Italia e Lega nord. Era anche appassionato di calcio, tifoso del Lecco, ma nel periodo in cui era in serie A, supportò anche il Como, che nel 2002 seguì fino a Piacenza.
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