«Disco abusiva? Se ho sbagliato pago»

Il proprietario dell’immobile di via Cantù, Francesco Messina, ammette il caso ma lo ridimensiona. «Ho dato il permesso a mio nipote di organizzare qualche festa. Alcol a minori? Soprattutto bibite»

«Dicono che qui c’era una discoteca abusiva? Vedremo. Se sarà il caso, mi difenderò con gli avvocati. Se ho sbagliato, sono pronto a pagare. Ma la mia coscienza è a posto: ho soltanto detto di sì a mio nipote che voleva organizzare alcune feste. Ho lavorato una vita e non ho mai avuto guai».

Francesco Messina, 75 anni, è il proprietario dell’ex stireria dove si metteva musica dance e si ballava, finita sotto l’attenzione della polizia locale. Soprattutto perché si beveva. Sabato sera, 9 agenti sono entrati in via Cesare Cantù 4 e hanno trovato 165 minorenni, alcuni ubriachi, e una lista con cocktail a base di rum mischiati a succhi di frutta e birre. «C’erano dei compleanni - dice Messina - alcune mamme hanno portato anche le torte. Ma la festa è stata interrotta e il giorno dopo abbiamo dovuto dare i dolci in pasto ai maiali».

Messina si presenta alla porta del suo stabile di via Cesare Cantù come un nonno qualsiasi. Ex camionista, appassionato di animali, passa le sue giornate da pensionato nelle campagne di Cascina Amata. Non esita a mostrare i locali fotografati dalla polizia locale.

LEGGETE l’ampio servizio

su LA PROVINCIA di MERCOLEDÌ 22 aprile 2015

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