Il fuoco olimpico illumina Sondrio: una città a cinque cerchi

Tripudio di folla e grande entusiamo in piazza Garibaldi per l’arrivo della fiaccola e l’accensione del braciere: Presenti delegazioni internazionali e tanti sindaci dei comuni limitrofi. Il sindaco Scaramellini: «Le previsioni erano di duemila persone, qui ce ne sono almeno il doppio»

Sondrio

Il fuoco di Olimpia accende Sondrio. Una «city celebration» di nome e di fatto quella andata in scena oggi nel capoluogo per l’attesa prima e l’arrivo poi della fiaccola, partita in mattinata da Bormio dopo la tappa del giorno precedente a Livigno.

Una giornata di pura emozione, di cui l’accensione del braciere in piazza Garibaldi, alle 19.30, è stata il degno coronamento. «Avevo paura che la città non rispondesse bene e invece non si vede la fine di questa piazza» ha detto Sandro Vanoi, ct della mitica nazionale di fondo maschile capace di vincere l’oro nella staffetta a Lillehammer, ultimo tedoforo della cinquantacinquesima tappa della fiaccola, guardando dal palco la folla davanti a lui.

E come non capire lo stupore e l’emozione davanti a un’intera città che si è letteralmente riversata nelle strade e nelle piazze per essere parte dell’evento, di un rito collettivo che segna la storia della città. Una città, a tutti gli effetti, a cinque cerchi. «Le previsioni erano di duemila persone, qui ce ne sono almeno il doppio» ha sottolineato orgoglioso il sindaco Marco Scaramellini.

Una partecipazione oltre ogni più rosea attesa, cresciuta di ora in ora. Dal fermento del mattino fino all’emozione serale.

Già alle 17, quando il villaggio ha aperto le sue porte, la gente ha cominciato ad affluire in piazza Garibaldi per scattare una foto, farsi un selfie con la torcia, ascoltare, capire, guardare. Per essere parte di qualcosa riconosciuto come unico e grande. Tra loro i rappresentanti della delegazione di Sindelfingen, città gemellata con Sondrio, arrivati appositamente dalla Germania per l’evento, ma anche un gruppo di amministratori di Chamonix, che con il capoluogo condivide l’adesione alle Città delle Alpi. E poi i sindaci di molti Comuni limitrofi, bambini e ragazzi con le divise delle società sportive, famiglie, residenti e non. Una fiumana umana che ha preso d’assalto anche i bar, mai così pieni di sabato pomeriggio.

«Aspettiamo con trepidazione l’arrivo della fiaccola olimpica nella nostra città» aveva detto il sindaco Scaramellini dal palco aprendo i saluti istituzionali poco dopo le 17.30. «Grazie a questa meravigliosa piazza – gli aveva fatto eco il prefetto Anna Pavone – e ai cittadini che sono accorsi numerosissimi. Da questa sera per noi iniziano a tutti gli effetti le Olimpiadi». «È un privilegio essere qui in questo momento – le parole del presidente della Provincia, Davide Menegola – qualcosa di unico e straordinario».

«Questa sera si scrive la storia – non ha stentato a ricordare Sergio Schena, componente del cda del comitato organizzatore di Milano Cortina 2026 –. Per i prossimi trent’anni l’Italia non vedrà un evento di queste dimensioni e noi abbiamo la fortuna di averlo qui, a portata di navetta e di treno. Non lasciamoci sfuggire l’occasione di assistere alle gare». Gare che da quest’anno contemplano anche lo scialpinismo.

«In questa serata, come hanno detto le autorità, si scrive davvero la storia – ha detto Robert Antonioli, campionissimo della disciplina che fa il suo esordio olimpico proprio in occasione di Milano Cortina – per gente come noi nata con lo scialpinismo nel sangue. Questa è veramente un’occasione unica, una vetrina incredibile».

Una consapevolezza che dal palco si è allargata a tutta la platea, disegnando sorrisi sui volti, facendo correre un brivido sulla pelle (e non per il freddo, o comunque non solo per quello) davanti alla camminata fiera dei tedofori, riuscendo a trovare nei loro volti tesi lo specchio di un’emozione condivisa. Perché, come ha ricordato lo speaker chiudendo la giornata, «Sondrio c’è».

© RIPRODUZIONE RISERVATA