Scuole superiori, ipotesi Dad sul tavolo: ora tocca ai singoli istituti decidere

L’Ufficio regionale: «Dipende dalle possibilità di raggiungimento degli edifici». Lezioni in presenza per infanzia, primaria e scuole medie «assicurate dai servizi di trasporto»

Sondrio

Didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori che non riusciranno a raggiungere gli istituti con i mezzi pubblici. È questo, in estrema sintesi, il contenuto della comunicazione inviata ieri mattina ai dirigenti scolastici di Valtellina e Valchiavenna da Luciana Volta, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale della Lombardia (Usr), che fa il punto sull’organizzazione delle lezioni nel periodo delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, da venerdì 6 a domenica 22 febbraio.

Con ogni probabilità, dunque, le scuole superiori adotteranno una modalità mista: lezioni in presenza per chi potrà essere in classe e collegamento telematico per chi sarà costretto a restare a casa a causa delle difficoltà negli spostamenti. La missiva, arrivata a una ventina di giorni dall’inaugurazione ufficiale dei Giochi, ricalca quanto già indicato in due precedenti comunicazioni dell’Usr, due comunicati stampa, uno diffuso a maggio e l’altro a fine luglio.

Spetterà ora ai singoli dirigenti scolastici predisporre un piano organizzativo adeguato alle diverse realtà che si riscontrano in ogni scuola. Per quanto riguarda gli istituti comprensivi - infanzia, primaria e scuole medie - Volta chiarisce che «le lezioni saranno in presenza, assicurata grazie al servizio di trasporto scolastico gestito dai Comuni e dalle società di trasporto locale», sottolineando l’attenzione e lo spirito di collaborazione dimostrati.

Diverso il quadro per le scuole superiori: «Saranno previste soluzioni individualizzate, con lezioni in presenza o in modalità telematica, in base alla possibilità di raggiungimento degli edifici scolastici», scrive la direttrice dell’Usr, invitando i presidi a valutare attentamente le singole situazioni prima di organizzare l’attività didattica. Con alcuni distinguo: «Gli istituti facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici garantiranno conseguentemente lo svolgimento delle lezioni in presenza, senza particolari disagi per gli studenti e per il personale scolastico», si legge testualmente.

Il discorso cambia, invece, per le scuole situate in prossimità degli impianti olimpici o lungo le principali direttrici di traffico - senza che vengano specificate nel dettaglio - dove sarà valutata l’effettiva possibilità di accesso. In questi casi potrà essere «offerta l’opzione della didattica a distanza agli studenti per i quali sia dimostrata l’impossibilità di raggiungere la sede». Secondo Volta, le misure adottate consentiranno «di preservare il calendario scolastico regionale, garantire la qualità dell’offerta formativa e il diritto allo studio, evitando al contempo la congestione del traffico nei giorni delle competizioni, in particolare verso Bormio e Livigno».

Resta ora da capire quali decisioni verranno assunte dai singoli istituti, anche nel capoluogo. A Sondrio dove sono oltre 3.000 gli studenti delle scuole superiori, molti dei quali pendolari. A complicare ulteriormente il quadro intervengono le modifiche agli orari ferroviari previste durante il periodo olimpico: il primo treno utile da Morbegno, per esempio, arriva alle 7.20, con largo anticipo rispetto all’inizio delle lezioni alle 8, mentre il successivo giunge in stazione alle 7.59, praticamente a ridosso del suono della campanella. Una variabile non secondaria nelle scelte che i dirigenti saranno chiamati a compiere. Non resta che attendere per capire quale sarà lo scenario.

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