Vismara, accordo vicino

Domani l’assemblea

Trattative chiuse, c’è un’ipotesi concreta di mediazione ma tutto è secretato

Sono 118 i dipendenti che verrebbero “trasferiti” in una cooperativa esterna

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Casatenovo

E’ più di uno spiraglio per la Vismara, c’è sul tavolo «un’ipotesi di mediazione» che sarà votata lunedì dai lavoratori convocati in assemblea. Dovranno decidere se accettarla o meno e per parecchi di loro vorrà dire un cambio di condizioni contrattuali, di tutele, forse di datore di lavoro, forse anche di tipo di lavoro svolto.

È arrivata venerdì sera all’ora di cena la chiusura delle trattative fra la proprietà della Vismara, che appartiene al gruppo Ferrarini, e i delegati sindacali. Seduti al tavolo c’erano Enzo Mesagna della Fai Cisl e Wolfango Pirelli della Cgil, che ha temporaneamente sostituito Massimo Sala della stessa sigla sindacale che ha condotto i negoziati fin dall’inizio.

E domani saranno proprio Mesagna e Sala ad illustrare ai lavoratori i termini della mediazione raggiunta. Dovranno poi votarla e se sarà accettata diventerà operativa con i modi ed i tempi dovuti.

«E’ stata una trattativa complicatissima – confessa Mesagna – dalle 9 del mattino alle 20.30 della sera ma abbiamo raggiunto un’ipotesi di mediazione fra le richieste iniziali dell’azienda e le esigente di tutela dei lavoratori. E’ stato tutto costruito nel tempo, con accelerazioni e frenate, siamo anche stati vicino al punto di rottura giorni fa, ma adesso siamo riusciti a raggiungere un traguardo che crediamo sia il massimo che sia possibile ottenere».

Tutto parte dall’idea di “esternalizzare” ad una cooperativa metà della forza lavoro composta da 250 dipendenti. I coinvolti sarebbero stati 118, con l’idea di poter anche lavorare in altre aziende nel raggio di 20 chilometri da Casatenovo.

Un cambio radicale di tipo di contratto e tutele normative, di orario e sindacali. Si è poi precisata meglio nel corso delle trattative il tipo di operazione, si tratta di un affitto di ramo d’azienda, o addirittura della cessione di un ramo d’azienda, procedura che in teoria non obbliga neppure la proprietà a trattare con i sindacati. Il numero di lavoratori coinvolti, il tipo di contratti che verranno applicati, le condizioni di lavoro, insomma lo “status” degli operai, tutto dipenderà da quali reparti e settori dello stabilimento di Cascina Sant’Anna saranno coinvolti.

Le parti hanno sottoscritto un accordo di riservatezza.

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