Lecco, addio a Rossana Podestà

Il grande amore di Bonatti

E’ morta a Roma dopo una breve malattia, aveva 79 anni. Nonostante le cure e l’operazione di venerdì scorso il suo cuore non ha retto al secondo arresto. Forte, controcorrente, libera e anticonformista, in città è ricordata con ammirazione e rimpianto

LECCO

Per chi ha avuto il piacere e l’onore di incontrarla rimarranno per sempre scolpiti nella testa quegli occhi castani, attenti e curiosi e quel sorriso contagioso.

E’ morta ieri a Roma Rossana Podestà, 79 anni, dopo una breve, ma intensa malattia. Nonostante le cure e l’operazione di venerdì scorso, ieri il cuore della compagna di Walter Bonatti ha ceduto al secondo arresto. Se ne va così una donna forte, controcorrente, libera e anticonformista.

Rossana Podestà nasce a Tripoli il 20 giugno 1934, inizia la carriera cinematografica attorno ai vent’anni. Tra i suoi successi “Ulisse” con Kirk Douglas. Si sposa con il regista Marco Vicario e ha due figli: Francesco e Stefano. Ma c’è qualcosa in lei che va oltre la vita di celluloide. Si separa da Vicario e nel 1980, dopo la famosa domanda di un giornalista: «Chi porterebbe su di un’isola deserta?» Lei risponde: «Walter Bonatti». E l’avventuriero non si fa scappare la preda. La seconda vita della Podestà comincia qui. Abbandona il cinema e si dedica all’avventura insieme a Walter. Girano il mondo insieme. Vanno a vivere a Dubino, ma spesso sono a Lecco. Con la regista lecchese Paola Nessi ha trascorso gli ultimi mesi di vita per montare e promuovere il film “W come Walter”.

«Sono molto triste – commenta la regista – ho vissuto da maggio ad agosto a casa sua per questo lavoro. Mi ha fatto entrare nella sua vita, siamo diventate amiche. So che forse è una visione romantica della situazione, ma Rossana ha usato questi due anni dalla morte del compagno per fare quello che voleva su Bonatti, il libro e il film, e poi ci ha lasciati. In realtà voleva fare altre cose su di lui, ma io le dicevo che era giunta l’ora di fare qualcosa su di lei, la sua vita è stata un romanzo!»

La Podestà era ricordata da tutti come una donna unica. «La prima volta che l’ho incontrata – racconta Marta Cassin – mi ha chiesto delle mie scalate. Mi spronava a far conoscere le mie imprese, a lottare per ottenere quello che volevo, a non mollare mai. Poi l’ho conosciuta meglio tramite il lavoro della Fondazione Cassin. Mi dispiace veramente tanto, era una donna straordinaria».

Con Lecco la Podestà aveva un legame unico. «Per Monti Sorgenti abbiamo collaborato molto – dice Emilio Aldeghi presidente del Cai Lecco -, andavo spesso a casa sua, una casa bellissima che era lo specchio della sua vita con Bonatti. Era una donna forte e dolce allo stesso tempo, sapeva benissimo quello che voleva. Non aveva di certo un carattere docile, ma poi se la conoscevi meglio, se ti faceva entrare nella sua vita famigliare, scoprivi una donna di una cordialità e di dolcezza unica. L’ultima volta che l’ho vista è stato a Trento in occasione della prima proiezione di “W come Walter”, era contenta del risultato del film».

Anche il sindaco di Lecco Virginio Brivio ha incontrato in più occasioni Rossana Podestà: «La prima volta per i festeggiamenti degli 80 anni di Walter, poi purtroppo per la commemorazione della sua morte, due anni fa a Villa Gomez. Bonatti aveva scelto come luogo del suo addio Lecco, questa decisione mi ha inorgoglito, ma mi ha fatto sentire anche una grande responsabilità. Rossana come Walter era una persona molto intelligente e carismatica, la nostra città manterrà vivo il loro ricordo».

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