Cronaca
Domenica 21 Ottobre 2018
«A Loubna tante promesse
Ma poi è stata lasciata sola»
La denuncia dell’avvocatessa amica della mamma: «Non so se si poteva evitare la strage, so che ora non si fa abbastanza»
Lettura 1 min.Como
Quella che era soltanto una sensazione, sentendo parlare Loubna Jamal, la mamma di Siff, Saphiria, Sophia e Soraya, sembra diventare una dolorosa conferma dalle parole della sua amica avvocatessa. Un anno dopo la strage di via Per San Fermo, l’abbraccio della città attorno a questa donna sembra essersi decisamente allentato. E la solenne promessa delle istituzioni «Non l’abbandoneremo» sembra essersi decisamente ridimensionata.
«È stata lasciata sola - afferma, secca, Anna Paola Manfredi, già presidente della Camera Civile di Como - E in questo anno è emersa chiaramente l’inadeguatezza di molti». Proprio l’avvocato Manfredi aveva deciso di rompere il silenzio che aveva avvolto, in questo anno, la donna. E lo ha fatto con una lettera, inviata al giornale, con dieci quesiti provocatori. Il primo: perché nessuno si è chiesto che fine abbia fatto la mamma dei bambini?
L’amica torna con il pensiero ai giorni immediatamente prima e dopo i funerali dei quattro bimbi: «C’è stata tantissima vicinanza, è vero. Ma tutta quella solidarietà e quella dichiarata volontà che una cosa del genere non accadesse mai più, poi non si è concretizzata in un progetto vero. Ho anche la sensazione che tra servizi sociali e medici del centro psico-sociale non si parlino tra di loro e non facciano squadra».
Sul ruolo dell’apparato istituzionale l’avvocato Manfredi è molto critica: «Le ha fatto molto piacere ricevere la visita del sindaco Landriscina la vigilia di Natale. Ma poi non si è più fatto vedere nessuno. A Natale l’ho invitata io in famiglia: non potevamo lasciarla chiusa lì, in ospedale. E a Pasqua l’ha ospitata Beatrice. Ma a parte noi e poche altre persone, è rimasta sola».
© RIPRODUZIONE RISERVATA