Cronaca / Circondario
Martedì 12 Marzo 2019
«Basta furti, almeno al cimitero»
Una petizione da portare al sindaco
Raccolta di firme per «un sistema di telecamere che ci garantisca visite sicure»
Lettura 1 min.GALBIATE
Il comandante della polizia locale, Danilo Bolis, ha comunicato ieri la decisione di «interpellare e coinvolgere anche il sindaco, Benedetto Negri, sul fenomeno dei furti nel cimitero; le telecamere – ricorda – sono numerose e inquadrano pressoché l’intero camposanto; evidentemente, il problema va affrontato in modo diverso».
Domenica s’è raggiunto l’apice dello sdegno tra le famiglie, vittime non solo del danno, bensì anche della beffa per i biglietti, lasciati dal ladro – o dalla ladra – sulle sepolture dalle quali vengono sottratti fiori freschi e vasi, provocando i parenti con frasi che inneggiano a Dio e altre più prosaiche, come i canzonatori inviti in stampatello, a lasciare il proprio numero di cellulare per protestare direttamente. Un comportamento inaccettabile: ieri è cominciata, così, la petizione; si firma nel negozio di fiori di via IV Novembre. A promuovere l’iniziativa è Barbara Meregalli, che chiede la massima condivisione anche su Facebook; spiega: «Spero che la raccolta di firme ci permetta, se non altro, di provare a fare qualcosa per la nostra sicurezza. Vogliamo un sistema di videosorveglianza efficace che ci consenta di recarci in qualsiasi istante a trovare i nostri cari senza timori; inoltre, non vogliamo più che le tombe di figli, nonni, parenti e amici siano derubate da balordi. Perdere una persona è uno dei dolori più grandi che si possa affrontare nella vita; il cimitero è per noi un modo per restare vicini a questi nostri cari scomparsi, per continuare a parlar loro cercando di sopperire, in tal modo, alla mancanza fisica terrena. Credo di non essere l’unica che spesso, recandosi in tale luogo, si è trovata in circostanze spiacevoli a causa di gente senza scrupolo che, puntualmente, defrauda le tombe dai fiori che deponiamo. Sono convinta che il cimitero debba essere un luogo tranquillo – afferma la Meregalli - dove potersi recare serenamente: senza alcun timore; senza la paura di essere aggrediti né derubati».
Fino adesso, le famiglie avevano sopportato perlopiù in silenzio e soffrendoci molto: in particolare, persone anziane come un galbiatese di 90 anni, vedovo, che ha riferito di andare a trovare la moglie, morta a gennaio di quest’anno e «rimanerci ogni volta molto male», trovando la sepoltura depredata dei fiori. L’obiettivo della petizione è di richiamare, ora, l’attenzione delle autorità e, depositandola il municipio all’ufficio Protocollo, «ottenere dall’amministrazione comunale risposte sulle soluzioni per incrementare la sicurezza».
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