È morta la donna vittima dell’incendio
Il vicino: «Così ho provato a salvarla»

Mario Civati è stato il primo a entrare in casa: «Troppo fumo, impossibile restare»

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Troppo gravi le ustioni riportate nell’incendio del suo letto. Carmela Mercuri, 72 anni, conosciuta dalle parti di via Giovio semplicemente come “Lina”, è morta l’altra notte poche ore dopo il ricovero al Centro grandi ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano.

La conferma è arrivata nella prima mattinata, e ha fatto presto a riecheggiare tra i pianerottoli del vecchio palazzo al civico 3 dove tutti conoscono tutti, e non da ieri.

La Lina, raccontano, era non vedente, e ci sentiva poco, pochissimo. Dovevi urlare, per farti capire, e non è neppure detto che bastasse. Abitava in via Giovio da una decina d’anni, mese più mese meno, e sarebbe rimasta sempre sola se non fosse stato per sua sorella Antonia, che la accudiva mattina e sera e che, per dirla con Mario Civati, il primo tra i vicini ad accorrere nell’appartamento alle grida di aiuto, non la abbandonava mai, se non per pochissimi minuti, il tempo di un caffè veloce o di raggiungere la farmacia per acquistare le medicine.

«Con Antonia abbiamo cercato di trascinarla fuori ma Lina pesava mica poco, era un gran pezzo di donna... E poi il fumo, un gran fumo, non si respirava... Così, per riuscire a liberarla, abbiamo dovuto aspettare i poliziotti e i pompieri... Allora sì, insieme a loro, ci siamo riusciti».

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