Cronaca / Sondrio e cintura
Giovedì 04 Dicembre 2025
Elicottero caduto a Lanzada, è morto uno dei passeggeri
Finisce in tragedia l’incidente aereo avvenuto questa mattina in località Le Prese. La vittima è un operaio di 29 anni residente a Valmadrera, in provincia di Lecco
Lanzada
Alla fine c’è scappato il morto. La tragedia si è consumata mentre un gruppo di quattro persone, a bordo di un elicottero poi precipitato, incaricato da un’impresa di edilizia acrobatica del Lecchese, sorvolava a bassa quota il corpo-frana, dove lo scorso 11 novembre si era registrato un dissesto di notevole entità con il distacco di circa 3mila metri cubi di materiale roccioso (un grosso masso era addirittura rotolato pure sul sottostante campo da calcio per fortuna in quel momento deserto) che aveva portato all’interruzione della viabilità per Campo Franscia. Notevole il dispiegamento di soccorritori in località Le Prese: Vigili del fuoco del Comando provinciale con i volontari di Chiesa in Valmalenco, sotto la direzione del comandante ingegner Alessandro Granata e il vice sul posto Luigi Infante con il capo distaccamento Davide Della Marianna, poi supportati dall’elicottero Drago decollato da Malpensa, militari del Sagf-Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Sondrio ai quali sono state delegate le indagini nel fascicolo aperto dal procuratore Piero Basilone con il sostituto Stefano Latorre a coordinarle, i carabinieri di Chiesa in Valmalenco, la Polizia Locale con il comandante Tiziano Rama.
La vittima è un operaio di nazionalità sudamericana, Tommaso Diaz Ledesma, nato a Medellin, in Colombia, residente a Valmadrera, in provincia di Lecco. E’ lui che ha perso la vita attorno alle 8.30 nell’incidente aereo avvenuto sui monti del territorio comunale di Lanzada. Il velivolo, alla cui cloche c’era il valtellinese Maurizio Folini, 60 anni, residente a Chiuro, protagonista nel mondo di decine di salvataggi di alpinisti in difficoltà, non solo nei luoghi estremi del Nepal, è precipitato da una non elevata altezza, forse dopo l’urto contro uno sperone roccioso o un albero di grosso fusto. Nella caduta si è incanalato in una grossa fenditura della montagna e le conseguenze per gli occupanti del velivolo sono state meno pesanti di quelle che avrebbero potuto essere.
Avrebbe potuto essere una strage. Lo stesso Folini, fra i piloti di elicotteri più esperti a livello internazionale, avrebbe riportato una lesione a una mano, in particolare alla falange di un dito. Un’ altra operaia di 27 anni, nell’impatto con il suolo, ha riportato traumi a un braccio e a una gamba ed è stato trasportato con un velivolo di Elibergamo di Areu (Agenzia regionale emergenza ed urgenza) in codice giallo - quello di media gravità - all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, un terzo occupante di 54 anni, invece, ha subito traumi minori e con Elisondrio ha raggiunto l’ospedale del capoluogo valtellinese. Come pure nella struttura ospedaliera sondriese è stato portato il pilota Folini. Il bilancio dell’incidente, a lungo, parlava di quattro feriti, nessuno in gravi condizioni.
Soltanto in una fase successiva ci si è resi conto che non tutti e quattro gli occupanti dell’elicottero erano stati ospedalizzati. All’appello ne mancava uno, quello che poi è stato rinvenuto cadavere nella boscaglia. «E’ stato riferito - spiega il vicesindaco di Lanzada, Francesco Nana - che il quarto occupante fosse sceso a piedi, praticamente illeso. Ecco perchè a lungo si è ritenuto che i feriti fossero quattro, compreso quello sceso a piedi che aveva probabilmente riportato lievi escoriazioni e per precauzione portato in ambulanza all’ospedale. Invece, purtroppo, non era così”. In un comunicato diffuso alla stampa Areu afferma che “un occupante è stato rinvenuto morto a seguito di ricerche. La ditta che era stata incaricata dei lavori di disgaggio in parete è la Fitzcarraldo Srl di Valmadrera - ricorda ancora Nana - che ha avuto il compito di pulire le pareti dai massi pericolanti, dopo essersi calati con le corde sulle pareti stesse. Aveva incaricato la società austriaca Wucher Helicopter di trasportare i dipendenti sulle pareti da cui due di essi si stavano calando con le corde, quando si è verificato l’urto. Le hanno pulite. Un intervento di durata di circa 10 giorni, ma effettivo di circa 5 perchè ci sono state le nevicate. Mercoledì avevano ultimato gli interventi. E gli operai, con un velivolo di una ditta austriaca, si apprestavano a recuperare l’attrezzatura, quando è avvenuta la tragedia».
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