Cronaca
Martedì 08 Ottobre 2019
Finivano ad Albate i rifiuti di Napoli
Undici arresti, due sono comaschi
Il reato è smaltimento illecito. In manette Angelo Romanello, 35 anni di Erba Ai domiciliari anche Sara Costenaro, esperta ambientale, figlia dell'ex sindaco di Vertemate
Lettura 1 min.Una montagna di rifiuti che dalla Campania arrivavano quasi ogni giorno a Como: un flusso invertito, rispetto al passato, quando erano le scorie del nord a prendere la strada della “terra dei fuochi”. Lo ha rivelato una inchiesta della Dda di Milano che ha portato a undici arresti in tutta Italia.
Una nuova, enorme possibilità per la criminalità organizzata, che ha avuto così ancora la possibilità di lucrare fortune ingenti. Quando non è più stato più possibile farlo a sud, ha puntato a nord, nella nostra Regione, dove non mancano konw how, logistica, e soprattutto infiltrazioni ’ndranghetiste.
Ci sono i capannoni abbandonati, ci sono le ditte specializzate nel trattamento, e pure professionisti compiacenti che dietro lauto compenso si offrono a elementi malavitosi e al loro rischioso gioco dello smaltimento illecito. Como offre tutto questo, e ben presto diventa il fulcro di una vorticosa attività incentrata proprio sul business dei rifiuti. L’epicentro è la Smr, Ecologia Srl, impianto in località La Guzza (ex Econord), sede legale a Busto Arsizio. E poi la Salcon di via Scalabrini. Siamo nei mesi a cavallo tra il 2017 e il 2018 e la Direzione distrettuale antimafia di Milano accende un faro sull’illecita gestione di rifiuti speciali e non effettuata in provincia di Pavia. Parte da lì l’inchiesta che ben presto conduce gli inquirenti nella nostra città e che lo scorso marzo sfocia nel sequestro della Smr alla Guzza, ex Econord.
Quando gli agenti della Polizia locale di Como giungono sul posto per apporre i sigilli, trovano il piazzale e il capannone, si legge negli atti, «stracolmi di rifiuti». Non è una esagerazione: è ben eloquente la foto che pubblichiamo qui a fianco e relativa al 14 marzo dello scorso anno, quando vennero censiti circa 12mila tonnellate di materiali. Vale a dire oltre settemila in più rispetto alle 3.957 autorizzate dalla Provincia.
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